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IL MONDO INCANTATO DI TIM WALKER

IL MONDO INCANTATO DI TIM WALKER

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Tim Walker, classe 1970. Fotografo di moda.

La sua storia inizia con Vogue.

 Moderno Peter Pan, egli cerca come un sognatore di giocare con la fantasia e con i colori tenui per descrivere le sue storie.
Storie che assumono quindi le sembianze di favole.

 Sostenuto da “Vogue Italia” per la potenza incantevole e delicata, la forza dei suoi scatti risiede nella capacità di far uscire l’osservatore dai rigidi schemi mentali del mondo adulto e di trasportarlo indietro nel tempo.
 In quel tempo comune a tutti noi in cui così facilmente immaginazione e realtà si confondevano tra loro.

 Quel tempo in cui tutto poteva succedere. Quel tempo della vita in cui la dimensione del sogno non è poi tanto diversa da quella della realtà. Walker sa quindi trasportare le nostre menti in una dimensione magica in cui può apparire possibile perfino volare.

È famosa la citazione del grande fotografo Irving Penn che il fotografo londinese fa sua:

“Fashion Photography is about selling dreams and not clothes”.

Ed è proprio ciò che fa Tim Walker.

 Egli riesce a trasportare il proprio mondo fantastico dentro le immagini, con un risultato che appare particolarmente assurdo perché credibile.

La fotografia diventa uguale al reale, quasi.

 Un incantesimo che Walker riproduce senza mai rinunciarvi, semplicemente non usando nessuna manipolazione digitale.

 Tutto quello che si vede nei suoi scatti si è trovato effettivamente di fronte alla sua macchina fotografica con la stessa composizione, quantità e dimensione.
 L’analogia tra le fotografie di Walker ed il mondo delle favole è pertanto decisiva: le sue immagini infatti non le si possono collocare a livello storico, diventando così espressione personale di quel qualcosa che c’era una volta.

 Attraverso l’utilizzo di simboli che ricordano psicologici inconsci, oppure tramite la struttura archetipica dell’inconscio collettivo, lo spettatore non può che ritrovarsi catapultato in mondo lontano e colorato, un mondo incantevole e delicato che seppur nascosto dalla crescita e dalle troppe esperienze, esiste ancora.

 Un invito quindi a riscoprire il proprio lato più fanciullesco e a lasciarsi trasportare dalla bellezza dei sogni infantili.


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