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LA CICATRICE DI ROMA: L’ARTE

LA CICATRICE DI ROMA: L’ARTE

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Roma. Amor. Un nome, mille storie. Storie di guerra e di amore. Di naufragio e di speranza. Una tragedia vissuta che si legge nella sua cicatrice più grande: l’Arte.

Tutto riecheggia di parole non dette, di sguardi rubati, di pensieri celati.

Tutto sussurra segreti.

Il Colosseo ricorda il sangue, l’Altare della Patria i sacrifici dei militari, il Pantheon la religiosità pagana, San Pietro la religiosità cristiana.

È tutto un connubio di età, movimenti, costumi diversi.

Si combinano tra loro in modi pressoché assurdi, quasi surreali eppure proprio in questo loro essere così grotteschi funzionano, arrivano.

L’Arte di Roma sa togliere il respiro, sa annebbiare la vista e sa procurare la vertigine dei sensi. Ti sorprende e ti schianta il cuore. Riesce a farti esplodere l’immaginazione.

La sua luce così calda non può che scaldare il gelo di ognuno di noi.

Basta qualche passo nel rione Monti per sentirsi al proprio posto nel momento giusto.

Basta uno sguardo a Piazza del Popolo per sentirsi parte di qualcosa di grande.

Basta una boccata d’arte presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna per riempire gli occhi di meraviglia.

Ma Roma sa anche offrire spettacoli naturali che sanno avvolgere l’animo come in un abbraccio. Sono i tramonti. Soprattutto se goduti dal Gianicolo o dal Giardino degli Aranci. In quei momenti l’arancio del sole fa risplendere tutti i sette colli.

È tutto così splendente in questa Città Eterna, che non si risparmia neanche lotte a colpi di scalpello. Borromini e Bernini ne avrebbero da raccontare sulle loro numerose sfide artistiche e Piazza Navona è l’esempio per eccellenza con la statua del fiume Rio di Bernini che tiene il braccio alzato per ripararsi dall’eventuale crollo della chiesa Sant’Agnese in Agone di Borromini. Ironia, sfida, passione. Tutto è così drammaticamente sentito.

Roma è amore. Nulla di più. Nulla di meno.

È tutto un continuo far vibrare le corde più vulnerabili, nascoste, mai ascoltate con semplici gesti di seduzione.

Roma ti seduce, anche con i suoi difetti, i suoi errori, i suoi sbagli.

Forse sono proprio questi a rendere ancora più maestoso Castel Sant’Angelo, più intrigante piazza Trilussa, più romantico il lungotevere.

Chissà. Forse c’è solo un modo per capirlo, per comprendere questa città così ambigua.

Viverla. Amarla. Odiarla. Ascoltarla. Sentirla. Perdonarla. Osservarla. Succhiarla.

Roma. Basta lei per ricordarsi quanto possa essere travolgente il percorso di ciascuno di noi.


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