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OSVALDO LICINI. Che un vento di follia totale mi sollevi.

OSVALDO LICINI. Che un vento di follia totale mi sollevi.

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La ricerca inquieta di Osvaldo Licini

 

 Il Palazzo Venier dei Leoni, con il suo splendido affaccio sul Canal Grande di Venezia, ospita fino al 14 gennaio 2019 una retrospettiva di oltre 100 opere per celebrare Osvaldo Licini.
I suoi lavori, tra figurazione e astrazione, racchiudono quella incessante ricerca dell’artista marchigiano che tanto ha saputo far discutere.

 Con sapiente lavorio ha trasportato pezzi di poesia e di ironia in quelle tele così delicatamente colorate.
In quelle pennellate si possono leggere connotazioni liriche che arrivano quasi alla dissacrazione totale, caratteristica di un animo complesso e tormentato.

 Questa mostra ben si sposa con l’essenza di Venezia, città malinconica che porta tracce di glorie passate e di difficili percorsi.
 Un connubio dunque interessante che non può che rafforzare la potenza artistica di tale retrospettiva.

 La carriera di Osvaldo Licini è stata tempestata di continui cambiamenti stilistici e di crisi esistenziali ma, nonostante tutto, ha saputo mantenere una certa coerenza di fondo. Proprio per questo, l’artista viene considerato come una delle più importanti personalità nella storia dell’arte del Novecento.

 Le opere più rappresentative sono quelle con soggetto Amalassunta che danno modo di scorgere tutte le sfumature di una personalità così difficile.
 Protagonista del modernismo italiano e internazionale, la sua opera viene premiata dalla Biennale di Venezia nel 1958.
 Questa retrospettiva si mostra quindi come un omaggio ad un uomo che ha fatto della pittura la sua vita.



 


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