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BEYOND THE WALL
 5' di lettura

Berlino? Pazza!!

Ogni volta che mi veniva nominata questa città, la prima cosa mi veniva in mente era il muro. Città senza ombra di dubbio segnata da trascorsi violenti ma ricca di storia; grigia ma sorridente.

 Pensare a quanti sogni e speranze tra gli anni Sessanta e Ottanta avevano come linee di confine "invalicabili" strati e strati di cemento Armato, commovente e allo stesso tempo emozionate, fossi nato negli sessanta a Berlino Est, credo che avrei avuto l'ispirazione per scrivere almeno 6 dischi.

 Partiamo dai famosi anni 60, brutto periodo per la città tedesca ma allo stesso tempo quanta voglia di scrivere e descrivere quel dolore che c'era.

 Dopo la Seconda Guerra Mondiale questa città è alla testa delle maggiori innovazioni musicali tedesche. Verso la fine degli Anni 60 troviamo a Berlino Ovest i Tangerine Dream, gruppo che ha contribuito alla diffusione della musica psichedelica, un genere che copre un vasto insieme di generi musicali influenzati dalla cultura psichedelica, il cui scopo è simulare o intensificare le esperienze psichedeliche dovute all'assunzione di specifiche sostanze allucinogene, quali l'LSD, LSA o triptamine.

 Come di consueto nell'ambito psichedelico, uno dei temi principali dei brani "acid" è la liberazione dell'Io e l'espansione della coscienza. Emerse durante la metà degli anni 1960 all'interno delle scene musicali folk/blues rock statunitensi e britanniche.

 I gruppi psichedelici usavano nuovi effetti e tecniche di registrazione,traendo ispirazione dalla musica orientale, come i raga della musica indiana.

 Questo stile influenzò molti generi musicali, dando vita a nuovi sottogeneri quali il rock psichedelico (e acid rock),folk psichedelico, pop psichedelico e soul psichedelico.

 Col passare del tempo, procedendo di pari passo con l'espansione stilistica in ambito progressive, dance, heavy metal ed elettronico, da questo ceppo derivarono nuovi generi, quali neopsichedelia, acid house, trance, new rave.

 Ma chi sono questi Tangerine Dream? I Tangerine Dream sono un gruppo musicale tedesco fondato nel 1967 da Edgar Froese, tra i principali esponenti del krautrock e della musica cosmica.

 Edgar Froese arrivò a Berlino Ovest nella metà degli anni sessanta come studente di arte. La sua prima band, chiamata The Ones, cessò rapidamente di esistere dopo aver pubblicato un solo singolo e Froese cominciò a dedicarsi alla sperimentazione musicale, suonando con vari musicisti in alcune manifestazioni musicali minori.

 Parte di queste manifestazioni si tennero al famoso Zodiak Free Arts Lab, tanto che la band di musicisti comprendente Froese venne invitata a suonare per Salvador Dalí.

 Col tempo questo gruppo subì un alternarsi di musicisti, con Froese unico membro stabile. Ispirato dalle tendenze surrealiste, decise di dare alla band l'inedito nome di Tangerine Dream.

 

 Mi sono sempre ricordato di Berlino per la musica Elettronica, sapevo che quella musica menava alla testa come nessun'altra. Oggi, infatti, il maggior esponente della Musica Elettronica è proprio un Tedesco, ovvero il famosissimo Paul Kalkbrenner, il dj che ha sfidato Berlino.

 Si, lui contro quello stesso muro che, da ragazzino, non è riuscito a impedirgli di perseguire una grande passione, la techno.

 È il dj techno che si è esibito di fronte a 500 mila persone a Berlino durante i festeggiamenti per i 25 anni dalla caduta del muro.

 Per il berlinese Paul Kalkbrenner, nato e cresciuto nel quartiere Lichtenberg nella parte est della città, la techno e la caduta del muro sono una cosa sola: aveva 13 anni durante la riunificazione e la musica elettronica sarebbe diventata la lingua principale della sua generazione. Di lì in avanti avrebbe sfidato il coprifuoco imposto dalla madre alle 11 di sera pur di suonare nei club della città.

 Grazie al film Berlin Calling, di cui è protagonista, nel 2008 ha raccontato proprio quella rivoluzione elettronica. Oggi che di anni ne ha 38, Kalkbrenner è una delle stelle della techno, uno dei pochi ad essere considerato un musicista vero più che un dj.

Ma in tutto ciò il Rock?

 Interessante è l'intervista di qualche anno fa di Lucia Conti a Ronald R.Klein, scrittore, drammaturgo e regista nato a Berlino alla fine degli anni settanta.  In una parte di questa intervista viene approfondito l'argomento "Rock" durante la DDR.

 

 Ciao Ronald. Entriamo subito in argomento… com’era il rock ai tempi della DDR?

 Quando il Murò crollò ero un ragazzino, ero già stato a diversi concerti, ma erano noiosi, l’atmosfera era poco coinvolgente, l’impressione era che nulla si muovesse e nulla potesse cambiare. A casa non ascoltavamo mai la musica della Germania Est; mio padre lavorava  in ambito culturale, conosceva molti artisti e spesso ci capitava di partecipare a feste in cui li incontravamo.

 Realizzai molto presto quanto fosse difficile la loro condizione, perché i testi erano soggetti a censura e la cosa mi sembrò subito innaturale… Non dico di essere un ribelle per natura,ma non mi piacciono regole e restrizioni. Per questa ragione preferivo ascoltare le radio della Germania dell’Ovest e molta musica inglese e americana. Ero affascinato dal fatto che suonasse totalmente diversa da quella che conoscevamo noi.

 

In che clima si muovevano, queste band, prima della caduta del Muro?

 Allucinante. Gli agenti erano dappertutto, quello che non intuivi, però, era fino a che punto potessero essere vicini a te.

 Negli anni novanta, dopo che molti documenti segreti vennero aperti ed esaminati, saltò fuori che la Stasi infiltrava degli informatori anche nelle lineup delle band.

Un caso eclatante fu quello di un gruppo dello stesso circuito dei Feeling B, e che come i Feeling B aveva al suo interno due futuri membri dei Rammstein.

 Si chiamavano i Die Firma e tutti pensavano fosse un nome assolutamente “cool” e provocatorio, perchè “die Firma” era il modo in cui normalmente ci si riferiva ai servizi segreti.

 Qualche anno dopo la caduta del Muro venne fuori che due musicisti della band collaboravano con la Stasi e fornivano informazioni sugli altri e sui loro parenti.

 

Come si comportava la Stasi nei confronti delle band che controllava?

 Non sempre le informazioni raccolte producevano una reazione repressiva. Questo accadeva in parte perchè la Stasi usava le band per controllare anche la loro fanbase, in parte perchè i funzionari non parlavano inglese e non potevano quindi comprendere il potenziale eversivo di alcuni testi o simboli stranieri.

Non sto scherzando.

 Nel 1988 venne passato in radio un album dei Guns N’ Roses chiamato “Lies” e uno dei brani recitava testualmente: “Negri e polizia, state alla larga da me!”.

Io pensai: “Mio Dio, tutto questo è così razzista! E poi quel riferimento alla polizia non passerà di certo inosservato!”.

Invece nessuno lo censurò, per il semplice fatto che nessuno lo tradusse.

 

 

"Berlino è la più grande stravaganza culturale che si possa immaginare."

 

David Bowie

 

 


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