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BALI & GILI TRA MEDITAZIONE E REGGAE

BALI & GILI TRA MEDITAZIONE E REGGAE

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L'isola degli Dei, l'isola dalle risaie terrazzate, dai paesaggi mozzafiato, dall'architettura unica dei suoi templi, delle danze e le musiche tipiche; questo è il mix vincente che hanno reso Bali la meta preferita dagli occidentali tra tutto l'arcipelago indonesiano.

 Non solo, la cultura gentile e ospitale dei balinesi li rende naturalmente predisposti a trattare con diverse culture, così che tu ti senti un cittadino temporaneo perfettamente ambientato, in più le politiche sono ben favorevoli alla crescita del turismo e hanno prodotto la creazione e il miglioramento negli anni di eventi e intrattenimenti di ogni genere, rendendo Bali un’isola in cui non ci si annoia mai, né di giorno, né di notte.

 Lo sanno bene i surfisti che ogni anno affollano l'isola nelle numerose competition del settore per tutti i livelli, oltre che per le numerose scuole di surf veramente a buon mercato nella rinomata spiaggia di Kuta.

 Ed è proprio per questa presenza di surfisti che la sera sulla strada che collega Legian a Kuta abbiamo trovato ristorazione di ogni continente dalla più economica a quella di gran livello e divertimento fino a tarda notte, ma anche un gran traffico. Qui ho trovato scene tipiche del lunedì mattina italiano: file di auto e una giungla di scooter, mentre di caschi, purtroppo, non ancora molti!

 Ed è proprio qui che nasce il club Sky Garden, che nato come lounge bar nel 2005 oggi è una struttura di 4 piani, 5 dance floor, completo di ristorante, irish pub e una lussuosa VIP area, dove nell'ultimo anno si sono esibiti talenti come Steve Aoki, Axwell, Afrojack e le Nervo. Non a caso il club si è guadagnato un posto nella speciale classifica di DjMag rientrando nei 100 club migliori del mondo. Offre intrattenimento 364 giorni all'anno, e rimane chiuso solo durante il Nyepi, il giorno del silenzio che corrisponde al capodanno induista.

 Quello che ho apprezzato dell'isola, è che nonostante il forte riguardo verso il turismo, (prima fonte di ricchezza ormai) rimane attaccata alle sue origini e incentiva sempre di più questa caratteristica tramite eventi che promuovono la sua cultura.

 Il Bali Spirit Festival incarna il mantra fondamentale dell'induismo balinese, attraverso le tradizioni dello yoga, della danza, della musica e naturalmente della meditazione. Il Festival attrae ogni anno oltre 7000 persone provenienti da tutto il mondo. Il prossimo si terrà dal 2 all’8 aprile 2018, e ogni anno si presenta sempre più interessante e interattivo, infatti, oltre ai vari show, è possibile seguire seminari e corsi anche per i più piccoli.

 È doveroso segnalare anche lo storico Bali Arts Festival nato nel 1979, che offre una grande varietà di spettacoli tradizionali e si protrae per tutto il mese di giugno.

 Ma anche se decidete di recarvi a Bali fuori dalle festività vi assicuro che la sera difficilmente andrete a dormire presto: oltre a Kuta, anche Seminyak la sera presenta una bellissima situazione. Io l'ho preferita tra tutte perché si presenta meno caotica e più caratteristica, tra i tanti cocktail bar mi ha colpito l'elegantissimo Char Char Bar & Grill dove ad esempio abbiamo bevuto un drink seduti in una platea come allo stadio che però dava sulla strada. L'ho trovato geniale!

 Poi abbiamo proseguito la nostra serata nel club La Favela, il cui arredamento merita un appunto, dato che niente qui è stato lasciato al caso, nemmeno i servizi. L’impressione era quella di stare dentro una baracca... di artisti! Il tutto in ambiente smart, atmosfera internazionale e buona musica.

 Dopo una settimana tra risaie, templi e scimmie, ci siamo diretti verso le isole Gili, che sono un piccolo arcipelago a nord ovest di Lombok, scegliendo la più grande delle tre, Trawangan.

 Qui non ci sono templi perché la religione più professata è l'islam. Al centro dell'isola, che è molto piccola, l'altoparlante intonava 5 volte giorno la preghiera per i fedeli. Sull'isola abbiamo trovato la tranquillità, la musica e i fondali da sogno che ci erano stati detti, e il mare cristallino ci ha rubato una giornata intera. Era impossibile uscire, e per la totale assenza di veicoli a motore abbiamo finalmente respirato aria pulita: niente motorini impazziti, ne clacson, ne caos. Niente di niente! Solo la musica che si propaga dai chioschi, spesso di genere reggae, che io adoro.

 Parecchi bar e locali dell'isola hanno questa impronta musicale, credo perché si sposi perfettamente con quello che vuole trasmettere. Qui ci sente liberi come Bob ci canta nelle sue canzoni, in una piccola isola felice dove ciò che conta è solo non perdere il tramonto, magari a Ombak sorseggiando un mojito, perché è davvero magnifico, di quelli che anche se lo hai visto una volta lo vorrai rivedere ogni sera finché non andrai via. Quei tramonti che poi sull'aereo ci ripensi ancora e ti riguardi la fotografia perché vuoi emozionarti di nuovo, ed è già nostalgia.


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