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LIVERPOOL, YOU’LL NEVER WALK ALONE

LIVERPOOL, YOU’LL NEVER WALK ALONE

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 È il 30 dicembre del 2016 e sono le 7:00 del mattino, io e la mia ragazza Eleonora per le strade di Manchester di gran fretta nel tentativo di arrivare in tempo alla stazione dei treni. Dopo una corsa che sembrava non finisse mai, saliamo in orario sul treno, giusto il tempo di mettere bene le valigie e si parte. Dopo circa due ore e mezze di viaggio arriviamo a Liverpool; il mio primo impatto con la città è devastante, in senso positivo naturalmente.

 A Liverpool sono due le cose che sembra non potranno morire mai : il football e i Beatles.

 In citta’ ogni cosa, persona e anche animale ti farà respirare ciò; c’è un senso di appartenenza (soprattutto per i colori reds) mostruoso, e da buon amante del calcio sono rimasto particolarmente colpito dal fatto che tutti avessero qualcosa che richiamasse la loro squadra del cuore.

 Andiamo in albergo e prima di visitare la città studio la strada per andare nel tempio di Liverpool: Anfield! Domani sarà un gran giorno e non certo perché è l’ultimo dell’anno. In città arriverà il Manchester city di Pep Guardiola e qui non si parla d’altro.

 Nella giornata visitiamo il centro di Liverpool (città stupenda) e facciamo il tour nella casa, nel museo e nel pub dei Beatles, torniamo in albergo dopo aver cenato e crolliamo col pensiero a domani… Sarà un gran giorno, lo sento!

 La sveglia suona all’alba, bisogna andare a comprare i biglietti e poco importa se dovrò fare una fila di ore. Prendiamo un bus che ci porterà sotto lo stadio, ma a circa 3 km da esso già si capisce perfettamente dove ti trovi (bandiere ad ogni angolo di strada), poi giriamo una curva e ce lo troviamo davanti : affascinante, enorme e carico di storia.

 Scendiamo sotto la Kop (la curva storica dei tifosi del Liverpool), ho i brividi!

 

La KOP

 

 Dal 1906 una delle curve dello stadio è chiamata ufficialmente Spion Kop, dal nome di una collina nella regione sudafricana del Natal, luogo dell'omonima battaglia della seconda guerra anglo-boera. Tale battaglia vide una grave sconfitta con perdite da parte delle forze britanniche: molti dei caduti erano soldati provenienti da Liverpool e inquadrati nel reggimento di fanteria del Lancashire.

 La tifoseria che occupa tale curva viene chiamata familiarmente the Kop.  Nel suo periodo di massima capienza, la kop poteva ospitare 28000 spettatori ed era una delle tribune più capienti del mondo.

 Secondo le note della tifoseria locale, i tifosi della kop possono «risucchiare la palla in rete» quando il Liverpool attacca verso la porta sottostante la curva, proprio a sottolineare l'entusiasmo con il quale i fan sostengono senza sosta la loro squadra.

 La capacità totale della Kop fu ridotta drasticamente a seguito dell'adozione delle misure di sicurezza istituite dopo la strage di Hillsborough  del 1989, (fu una tragedia calcistica che provocò la morte di 96 persone. È riconosciuta come la più grande tragedia dello sport inglese).

 Questa strage non fu la sola che colpì la sfortunata tifoseria reds, infatti il 29 maggio 1985 ci fu la tragica strage dell’Heysel, poco prima dell'inizio della finale di coppa dei campioni tra Juventus e Liverpool morirono 39 persone, di cui 32 italiane, e ne rimasero ferite oltre 600.

 Nel 1994 Anfield divenne uno stadio con posti solo a sedere, e la capacità totale della curva si ridusse a circa 12500 spettatori. Il 1º maggio 1994 resta così una data storica per la end, che vede per l'ultima volta un incontro dei reds (Liverpool-Norwich 0-1); a fine incontro una festa celebrativa verrà scandita dall'entrata sul terreno di gioco di una serie di figure storiche del club, tra i quali gli ex-calciatori Kevin Keegan e Kenny Dalglish.

 Il rapporto tra Dalglish e il Liverpool durò 14 anni, nel corso dei quali lo scozzese divenne giocatore-allenatore (1985) e successivamente solo allenatore. Abbandonò il calcio giocato il primo maggio 1990, sostituendo Jan Molby in una gara casalinga contro il Derby County, vinta 1-0. Con i reds Kenny Dalglish vinse tre coppe dei campioni (1978, 1981 e 1984) e diversi titoli nazionali. Pfa player of the year 1983, manager of the year 1986-88-90-95.

 Di lui successivamente è stato detto: "mi considero fortunato ad avere avuto l'onore ed il piacere di giocare accanto ad un fuoriclasse immenso come Kenny Dalglish" (Danny Mcgrain, ex Celtic e nazionale scozzese); "penso che negli anni '80 sono stati solamente due i giocatori che definirei più forti di Dalglish, e sono Maradona e Platini " (Ian Rush, ex Juventus, Liverpool e nazionale gallese).

 

Gli altri settori

 

  • Main stand: La tribuna principale dello stadio, la prima a essere costruita. Ristrutturata completamente nel 1973 e nel 2016, ospiti,circa 20 600 posti a sedere.

  • Centenary stand: Conosciuta anche come Kemlyn road stand, dal nome della strada a fianco della quale si trovava, fu ricostruita nel 1992 in occasione del centenario del club, da cui il nome tribuna del centenario. A seguito della ricostruzione, tutte le case di kemlyn road furono distrutte e oggi la strada non esiste più. La capacità è di circa 11800 posti a sedere.

 

  • Anfield road stand: La curva opposta alla Kop e ricostruita nel 1998. Essa include un settore riservato di 2000 posti per i tifosi della squadra ospite. La capacità totale di tale curva è di poco più di 9000 posti a sedere.

 

Monumenti e altre installazioni


​​​​​​​ Nello stadio si trovano anche una targa commemorativa a ricordo dei 96 morti di Hillsborough e una statua di Bill Shankly , il tecnico che guidò il Liverpool tra il 1959 ed il 1974, riportandolo tra le grandi squadre dell'Inghilterra (3 campionati e 2 coppe d'Inghilterra), oltre a vincere la coppa Uefa nella stagione 1972/73.

 Anche uno degli ingressi dello stadio è intitolato a Bill Shankly, mentre l'ingresso opposto è intitolato al suo successore Bob Paisley, che divenne allenatore del Liverpool nel 1974. Delle nove stagioni trascorse alla guida della squadra, in otto Paisley portò a casa almeno un trofeo: tra i suoi trofei di maggior prestigio vi sono sei campionati nazionali e tre coppe dei campioni (1976-77, 1977-78 e 1980-81), che ne fanno tuttora l'unico allenatore, insieme a Carlo Ancelotti e Zinedine Zidane, ad aver vinto tre volte la massima competizione europea per squadre di club.

 Ci mettiamo in fila e dopo un’attesa infinita si sente una voce … “ ticket sold out”.. No, non posso non andare dentro Anfield! Cominciamo a girare intorno allo stadio e mi appare il cancello, si non un cancello qualunque, ma il cancello con una scritta sopra carica di significato : You’ll never walk alone.

 

 Proprio qui ci ferma un “bagarino” e ci offre i biglietti per la partita, poco importa il prezzo e li prendiamo, finalmente li abbiamo, stasera alle 17 siederemo all’interno di Anfield. Torniamo in centro per altre visite, ma alle 15 di nuovo in partenza per lo stadio.

 L’atmosfera è magica, i cori si sentono da distanza incredibile, arrivati allo stadio, dopo una leggera fila entriamo agevolmente all’interno. Io intanto vado a sedermi il più  vicino possibile al campo, non voglio perdermi nulla (prima di andare al mio posto, che si trovava troppo in alto, ne ho cambiati la bellezza di una diecina). Da qui inizio a trascrivere e fare i video dei riscaldamenti pre-partita di entrambe le squadre.

 Raggiungo il  mio posto 10 minuti prima dell’inizio del match, le squadre stanno entrando e ora inizia la magia … 75mila spettatori, tutto esaurito, 73mila di essi capeggiati dalla Kop iniziano ad intonare il celebre coro you’ll never walk alone. L’emozione e’ indescrivibile, scendono anche un paio di lacrime di gioia … ragazzi che magia Anfield!!!

 La partita dopo una serie di occasioni da una parte e dall’altra termina 1 a 0 in favore dei reds con rete da parte di Wijnaldum, in città scoppia la festa, ora si può davvero festeggiare la fine del 2016 come si deve.

 Il giorno dopo la sveglia suona con più calma e dopo una colazione che sa di pranzo siamo di nuovo in partenza per visitare Liverpool, domani prima della partenza andremo nuovamente allo stadio per il tour.

 Il giorno seguente siamo di nuovo li  sotto la Kop, facciamo i biglietti per il tour e si parte. In un attimo ci troviamo a bordo campo, passando sotto una scritta che lascia ben poco all’immaginazione … This is Anfield. Poter toccare, quasi, quel prato e’ una cosa che ti lascia senza fiato, poi Anfield a vederlo da quella prospettiva e’ davvero mostruoso.

 

Intanto dopo essere passati per la sala conferenza ( foto di rito,sperando sia di buon auspicio per il mio futuro) e nella sala ristorante si va nella sala trofei e qui c’e’ davvero l’imbarazzo della scelta : premier, FA cup, Charity Shield, coppa di lega e poi lei la coppa dalle grandi orecchie.

 Inoltre passiamo davanti a maglie di giocatori che hanno fatto la storia di questo club : Kenny Dalglish, Michael Owen (con relativo pallone d’oro) e Steven Gerrard (capitano che ha da poco attaccato gli scarpini al chiodo ed ora allena nella giovanili dei reds, che fortuna hanno i suoi giocatori!).

 Terminato il tour compriamo i souvenir di rito e di corsa alla stazione che ci aspetta in direzione Londra, per nuovi stadi e nuove partite.

 


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