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CHAPIT...O
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 Passeggiare per Lisbona equivale a passeggiare per varie città del mondo a mio avviso.

 Ciò che più mi ha colpito, forse a causa delle mie origini, è la somiglianza impressionante con Napoli. Ero incredula nel vedere tanti di quei vestiti stesi fuori dalle finestre nei quartieri più abitati della città, nonché cavi d’acciaio tesi tra le mura dei palazzi, predisposti per stendere appunto “i panni”.

 A mano a mano, mi convincevo sempre di più del fatto che questa città avesse un sapore meridionale a me non del tutto nuovo: mi sembrava di stare nei Quartieri Spagnoli.

 “…'ncoppa, jamme jà, funiculì, funiculà!” scriveva Giuseppe Turco nel 1880 e così racconto io la mia gita sulla piccola funicolare n° 28 che attraversa i principali punti del centro storico, perché Lisbona come Roma è costruita su sette colli. Si sale nei punti più alti e panoramici della città, i Miradouro e si scende verso le acque fredde dell’Oceano Atlantico.

 Cabo da Roca, il punto più a Ovest del continente europeo, non è lontana da Lisbona, ma raggiungibile in un’ora circa con un treno fino a Sintra e poi un autobus. Luogo consacrato alla natura, posto a 140 metri sul livello del mare, ti abbraccia e stravolge con la sua immensità! E poi c’è Cascais dove “la terra finisce e il mare comincia”, dove passeggiare vuol dire attraversare delle splendide pavimentazioni a mosaico e guardare il mare vuol dire guardare i surfisti calvare le onde di un oceano che va verso l’infinito e oltre!

 Ma tornado a Lisbona e al calore delle persone, della città e del sole, non si può non parlare del calore e dell’accoglienza ricevuta durante la mia visita allo Chapitô, rinomata Scuola di Circo nonché locale suggestivo dove poter cenare con vista panoramica sul Tago e passare la serata al ritmo della samba.

 Posto ai piedi del Castello di Sao Jorge, nel quartiere di Alfama, Chapitô nasce dall’idea della Direttrice Teresa Ricou, la quale 30 anni fa, quando ancora era nelle vesti del clown, voleva recuperare i bambini dalla strada e portarli in un posto dove ci fosse cultura e istruzione. Oggi lo Chapitô, è una scuola di circo e teatro che forma professionisti dello spettacolo, una casa alloggio e una biblioteca fornita e ricca di storia e letteratura circense e lei, Teresa, una persona gentilissima con la quale ho avuto il piacere di trascorrere del tempo, resta il perno centrale di questa grande istituzione.

 Il legno, il principale materiale d’arredamento della scuola, è colui che trattiene il calore quando fa molto freddo e nel caso dello Chapitô, trattiene il calore di tutti gli artisti e le persone che passano per questo centro, perché ciò che si percepisce quando si entra nella scuola è la sensazione di trovarsi in un luogo con una grande storia alle spalle, una storia che raccoglie le storie di ogni singolo individuo. Si respira tranquillità, calma e concentrazione. Uno spazio che oserei dire apparentemente solenne. Un luogo dove le residenze degli artisti possono tirar fuori i più alti livelli di creazione.

” Chapitô uma casa, como tantas outras, uma velha casa cheia de histórias, onde as paredes falam diferente...”, ( Chapitô una casa, come tante altre, una vecchia casa piena di storie, dove le pareti parlano in modo diverso…) questa, non a caso, la frase che troviamo quando entriamo nel sito dello Chapitô.

http://chapito.org/

 La scuola è piccola ma non gli manca assolutamente niente. Ha anche un teatro e una sala danza, un corpo docente numeroso e qualificato, corsi professionali, amatoriali ed organizza spesso stage di formazione e perfezionamento. Membro effettivo della Federazione Europea delle Scuole di Circo (FEDEC), lo Chapitô partecipa anche a incontri internazionali, che forniscono momenti di riflessione, valutazione e dibattito sui processi educativi, sulle linee estetiche di “Um Outro Circo”.

 Se andate a Lisbona, quindi, non potete non passare per lo Chapitô anche se nella vita non siete dei circensi di professione! Curiosate nel negozietto proprio accanto all’entrata della scuola e troverete tanti oggettini adatti anche per fare piccoli regali e se poi vi avanza un po' di tempo, non esitate a chiedere di visitare la scuola, perché ne rimarrete incantati!

 e chi pensa che gli artisti di circo con i loro fisici scolpiti non mangino dolci si sbaglia, soprattutto perché non si può non cedere alla tentazione di assaggiare il pastel de nata o pastéis de nata! Adorabile dolcetto portoghese a base di pasta sfoglia e uova, con all’interno una crema pasticciera molto particolare.

 Io l’ho mangiato in una delle pasticcerie più rinomate di Lisbona che prende appunto il nome da questo dolce e si trova accanto al Monastero do Jerónimos. Senza farvi prendere da troppi sensi di colpa, tanto poi avete tutta la giornata per passeggiare in su e in giù e bruciare!


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