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IL CIRCO IN UNO SPAZIO SENZA TEMPO

IL CIRCO IN UNO SPAZIO SENZA TEMPO

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Ho desiderato visitarla per anni, a causa della forte attrazione che mi ha sempre suscitato.

 Berlino, una città ricca di storia, quella storia che molte volte vorremmo non fosse mai esistita, ma che nonostante tutto, non smettiamo mai di ricordare e commemorare.

 Il Memoriale per gli ebrei assassinati d’Europa o Memoriale dell’Olocausto, situato nel quartiere Mitte, è l’espressione più alta di rispetto e memoria per tutto ciò che è stato. Camminare in un campo di 2.711 stele, equivale per me a camminare in uno spazio senza tempo, senza forma né colore. Tutto è grigio come la pietra, freddo come il dolore, silenzioso come un museo. Uno spazio solenne, dove si respira sacralità anche se non c’è nulla realmente di sacro e dove possiamo sentire la presenza di anime in pena.

 Infatti, abbiamo bisogno di tempo per visitarlo, nonostante non ci sia nulla da vedere, ma il tempo di cui abbiamo bisogno è il tempo di sentire le vibrazioni, viverle, per poi commemorarle.

 Berlino è una città dalle sfumature circensi: i palazzi a tratti molto colorati, i murales e il suo aspetto a volte trasandato che rimandano ad immagini legate soprattutto ad un circo che potremmo definire decadente, non lontano dall’idea di circo degli anni ’30.

 L’indirizzo Monumentenstr 24, era quello di uno spazio che nasce dall’idea di un gruppo di giocolieri che amano lo scambio e la collaborazione con altri performers. Un’imponente porta marrone e nera che ricorda l’ingresso ad una fortezza medievale, dove si erge in grande la scritta Katakomben. Subito dopo delle scale per scendere ad un piano sotterraneo, in un grande spazio, dove il color bianco regna sovrano e dove durante la seconda guerra mondiale ci si rifugiava dagli attacchi aerei.

 Il circo, spesso considerato un intrattenimento superficiale, aveva qui la possibilità di diventare un’arte sullo stesso livello della danza e del teatro, poiché era questo l’obiettivo principale di questi artisti giocolieri. Parlo al passato di uno spazio che oggi non esiste più. Purtroppo Katokomben ha chiuso e al momento non è stato rimpiazzato da uno spazio degno di questi stessi obiettivi sopra elencati.

http://www.katakomben-berlin.de/

Foto 3

 Ci vorrà sicuramente più tempo a trasformare il circo in un’arte nobile, che a trasformare le cose più impensabili, in opera d’arte!

 Est o Ovest, oggi poco importa! Nello stesso modo con il quale, passeggiando per la nostra città o semplicemente spostandoci durante la giornata per raggiungere dei luoghi, incrociamo inevitabilmente chiese, musei o monumenti storici, passeggiare per Berlino sia da turista che da abitante, vuol dire ritrovarsi casualmente davanti a “musei a cielo aperto” come la East side Gallery, ovvero la parte del muro di Berlino diventata ormai un monumento grazie a tutti i suoi celebri dipinti, o il Checkpoint Charlie noto punto di passaggio durante la Guerra Fredda.

 Ciò che a mio avviso più colpisce, è il pensiero che quello stesso suolo sia stato attraversato da soldati e civili in un momento storico molto difficile e che queste stesse persone avrebbero potuto ritrovarsi nella nostra epoca per vedere questi luoghi con gli occhi di un passante o un turista, ma sfortunatamente a loro è toccata un’altra epoca, perché la vita non può essere programmata ed è proprio per questo motivo che a volte diventa ingiusta...

 Non esiste una vera e propria scuola di circo a Berlino, ma esistono vari centri di formazione artistica come il Die Etage che forma artisti a 360° dal teatro, alla danza e dalla pantomima all’acrobatica, che vengono per la maggior parte da fuori Berlino o dall’estero. Esistono poi dei centri di diffusione dell’arte come il Teatro Chamaeleon, il quale offre una vasta programmazione di spettacoli di circo contemporaneo, ai quali si può assistere restando comodamente seduti al proprio tavolo a cenare.

http://www.dieetage.de/

https://chamaeleonberlin.com/en

 Pertanto vi domanderete la scelta di scrivere un articolo sul circo rispetto ad una città che non sembra averne, da dove nasce. La sensazione che ho provato nel girare per Berlino è quella di una città sospesa nel tempo. Dal momento che ritengo che è proprio dove non c’è un contesto spazio-temporale che l’arte contemporanea trovi terreno fertile per la sua ricerca, Berlino penso sia adatta ad accogliere questo tipo di ricerca, sicuramente già presente in maniera forte sul suolo tedesco, ma che non tarderà sviluppare scuole e centri di formazione circense.

 In compenso, vanta il prestigio del Berlin Circus Festival: un festival di circo contemporaneo nel cuore di Berlino che si svolge nel periodo estivo per 10 giorni sotto il tetto di un grande chapitau con giovani artisti internazionali che spaziano dalla giocoleria, al teatro, all’acrobatica e alla danza.

https://www.berlin-circus-festival.de/

 Per ultimo, ma non per importanza minore, lo spazio Katapult che ha come obiettivo quello di ospitare artisti con le loro residenze nell’ambito del circo e della danza, nonché di organizzare workshop di formazione e perfezionamento con artisti di fama internazionale. Sono già aperte le iscrizioni per le residenze della stagione invernale e autunnale 2018.

http://katapult.berlin/

 La Porta di Brandemburgo e a seguire Potsdamer Platz, simbolo della nuova Berlino, che cerca piano piano di ricostruirsi e di definire la sua identità. E poi c’è un aeroporto chiuso, non lontano dal centro, dove è possibile arrivare in bicicletta. 

 Sicuramente è un luogo dove i turisti non vanno, ma io che non sono una turista normale, ho goduto di tutta quella vastità e libertà di movimento, dove sembra impossibile definire la linea dell’orizzonte, nello stesso modo di quando si guarda il mare, dove corri per tanto tempo e non trovi mai la fine, dove il cielo si unisce all’asfalto e il disegno non ha più una sola dimensione.


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