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ROMA: TRADIZIONE E NOVITA’

ROMA: TRADIZIONE E NOVITA’

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 E’ da Roma che questa rubrica prende vita insieme alle altre rubriche del sito subitomondo.com, ed è proprio a Roma che ha avuto inizio la mia vita in giro per il mondo.

 Roma, the Ancient City. Così la chiamano gli stranieri, coloro che accorrono ogni anno in milioni per vederla e ammirarla in tutta la sua unicità. Coloro che invadono il centro storico per perdersi tra le rovine di quello che fu un tempo.

 Via dei Fori Imperiali, la via che collega il Colosseo a Piazza Venezia, è stata il mio palcoscenico con la compagnia Materiaviva Performance per due volte: la prima fu in occasione della notte bianca del 03 agosto 2013 con la quale, il Sindaco Marino, diede inizio ad una nuova era pedonale della via stessa, e la seconda in occasione del Carnevale Romano 2014.

 Sospesa a 7 mt di altezza, la prima volta con il tessuto e la seconda con il cerchio aereo, ho assistito, soprattutto in occasione della notte bianca, ad una fiumana di gente che riempiva la strada e creava un movimento così sinuoso da sembrare una danza tra le rovine dei Fori e le luci di una Roma notturna che incanta. Danzando nell’aria, guardavo le migliaia di persone e il Foro Romano davanti a me con la stessa ammirazione con la quale probabilmente loro vedevano il mio corpo librarsi nel vuoto e farsi scenografia di un panorama tra i più belli al mondo. E proprio lì, dove la Via dei Fori Imperiali sembrava finire, vedevo in lontananza il Colosseo, palcoscenico per i famosi spettacoli dei gladiatori, che ha accolto con la sua forma rotonda che ricorda appunto un circo, anche manifestazioni più artistiche, come i drammi della mitologia classica. Io, come una fenice, al centro di questo universo, “sospesa” in un contesto spazio-temporale pressoché indefinito…

 

 

 “E’ cascato pe sbajo sopra ar Tevere.” Mario dell’Arco, Ponte dell’Angeli. La leggenda racconta che dove l’angelo atterrò lasciò impresse le impronte dei piedi sul marmo del castello. L’Arcangelo Michele, simbolo supremo di Castel Sant’Angelo, è alto 5 mt e si presenta in tutta la sua altezzosità sulla cima del castello, ricordando il giorno in cui apparve nel gesto di rinfoderare la spada, come segnale che la peste che aveva colpito la città sarebbe finita di lì a poco.

 Il 30 aprile 2013 partecipai ad un evento Capolavori in movimento firmato Zetema, che si svolse all’interno del Museo della Civiltà Romana in Piazza G. Agnelli all’Eur, dove un racconto itinerante tra attori, danzatori e acrobati metteva in luce usi e costumi della civiltà romana e terminava con il volo dell’angelo di Castel Sant’Angelo rappresentato simbolicamente da una mia coreografia su un tessuto bianco posto al centro delle maestose statue del museo. Colonna sonora della mia performance fu Magna Mater, dall’album Synaulia, Music from Ancient Rome, del mio caro amico Walter Maioli che ha suonato per la realizzazione delle colonne sonore del film Il Gladiatore e che vi consiglio vivamente di ascoltare.

 

 

  La mia carriera da “Angelo” non era ancora terminata, forse a causa del mio passato, poichè nel 2010 rappresentavo sui trampoli un essere alato simbolo della morte nel musical Jesus Christ Superstar, regia di Massimo Piparo al Teatro Sistina. E fu per “purificarmi”, che a distanza di un anno, nel maggio 2014 in occasione della canonizzazione dei due Papi, andai in scena all’Auditorium Conciliazione con il musical Uomo tra gli uomini, regia di Sabrina Moranti, dedicato a Papa Giovanni Paolo II, dove ancora per una volta con il mio tessuto bianco rappresentavo una figura angelica cristiana. Quando uscimmo dall’auditorium dopo le prove il 26 aprile alle ore 23:00, ricordo che c’erano milioni di fedeli accampati in Pizza San Pietro e Via della Conciliazione, pronti ad affrontare la notte decorata da un cielo stellato, con i sacchi a pelo e a suon di chitarra, in attesa della cerimonia che si sarebbe svolta la mattina seguente alle ore 10:15. Inutile dire che il passaggio era completamente ostruito e spostarsi con la macchina divenne un’impresa ardua che durò quasi un’ora. In fondo Roma è anche questo! L’imprevisto o previsto, ma che in ogni caso riesce a sorprenderti, nonché a trascinarti nel vortice del ritardo sulla propria tabella di marcia giornaliera.

 Se si parla di ingorghi è sempre il caso di citare lo Stadio Olimpico, causa indiscussa di traffico per Roma ogni qual volta c’è una partita di calcio o un concerto. Ho insegnato per 4 anni all’interno della Ginnastica Romana, palestra di ginnastica artistica del CONI situata sotto gli spalti della Curva Sud – Monte Mario dello stadio. I miei corsi di acrobatica aerea, ovvero la disciplina circense che si realizza nell’aria tramite l’utilizzo di attrezzi come il tessuto, il cerchio e il trapezio, avevano affascinato molte persone attratte dalla voglia di provare qualcosa di nuovo, nonché di mantenersi in forma senza dover necessariamente andare in palestra.

 Tanta pubblicità arrivò dalla mia esibizione sul tessuto, in occasione dei 60 anni della Ginnastica Romana, dove in molti si domandarono se fosse possibile imparare una disciplina del genere. Decisi a quel punto di offrire agli altri la possibilità di provare e in poco tempo riuscii a creare un piccolo microcosmo circense, nel quale trovavano spazio i miei allenamenti mattutini assieme agli atleti della ginnastica artistica e le mie lezioni a tutte le persone che come me hanno finito per appassionarsi al mondo del circo.

 Non dimenticherò mai quando iniziava la stagione dei concerti nel periodo primaverile e nel bel mezzo delle lezioni serali di aerea sentivamo il sound check e le prove di artisti come Vasco, Antonello Venditti e Ligabue. Veniva spontaneo affacciarsi dall’uscita di emergenza della palestra che accedeva direttamente al parterre sud, per sbirciare da lontano cantanti, musicisti, back liner, rigger e tutte le persone coinvolte nell’allestimento del concerto che si sarebbe svolto il giorno seguente. Le lezioni di acrobatica aerea si trasformavano in magia pura e lo stereo veniva ovviamente per una volta spento…

 Scrivo di ricordi che hanno riempito e colorato le mie giornate fino ad un anno fa, prima di arrivare in territorio francofono a Parigi, dove attualmente vivo. I corsi di aerea presso la Ginnastica Romana sono tutt’ora attivi e ovviamente non gestiti da me, ma da una persona della quale ho piena fiducia. Sto parlando di Massimo Albano, Direttore pedagogico di un progetto di circo del tutto innovativo sul territorio romano e più in generale nazionale. Atelier Saltim’banco, è così che si chiama il progetto del quale possono entrare a far parte tutti quegli adolescenti che hanno sempre immaginato il circo come un qualcosa che si possa imparare appunto solo al circo. Ebbene non è così. Otre alla formazione ovviamente scolastica che li accompagna fino a 18 anni, questi ragazzi hanno la possibilità di fare un percorso di studi circensi che li prepara alle scuole superiori professionali di circo contemporaneo. Rimangono inoltre sempre attivi i corsi serali di acrobatica aerea per adulti.

 Anche se molti non lo sanno, effettivamente l’attività circense si è sviluppata notevolmente a Roma negli ultimi anni. Io iniziai la mia formazione nel 2007 alla Scuola Romana di Circo, dove per circa un anno ho frequentato dei corsi di tessuti e trapezio, continuando poi negli anni seguenti da autodidatta e presso altre scuole di circo all’estero. Attualmente esistono svariate realtà dove si insegna l’arte del circo in maniera amatoriale o professionale come l’Accademia Materiaviva presso il Teatro Furio Camillo. Tra le scuole amatoriali più rinomate abbiamo la Scuola Nazionale di Circo, la Big Up, il Circus Bosch, la scuola di piccolo circo VolaVoilà e The Experience una nuova realtà circense nata a settembre 2017. Importante punto di riferimento per acquistare attrezzatura circense a Roma, il negozio Damas non lontano dalla stazione della metro Garbatella, dove ad accogliervi ci sarà il grande sorriso della mia amica argentina Marcela Pisciotta, preparata a 360° sul mondo del circo.

 Rappresentato dai più importanti scrittori, registi e musicisti al mondo - a tal proposito cito con piacere Fellini - l’artista di circo è colui che non appartiene a nessun luogo e che fa del vagabondare il suo stile di vita.

 Dietro questa immaginazione c’è un fondo di verità, ed è così infatti che abbiamo permesso venga dipinto il nostro mondo dall’immaginario collettivo. Con uno sguardo più dettagliato, l’artista di circo è colui che vive tutta la sua vita per sorprendere ed emozionare il pubblico con la sua arte.

 

 

 Passeggiare per Roma vuol dire passeggiare nell’arte tra opere d’arte, basti pensare alla grande quantità di artisti di strada che affollano il centro storico, come a Campo de’ Fiori e Piazza Venezia, presentando il proprio numero circense “a cappello”, ovvero ad offerta libera del pubblico. Ma allo stesso tempo, passeggiare per Roma può voler dire “essere un’opera d’arte”.

 Molte le trampolate alle quali ho preso parte, tra le vie e viuzze del centro storico, con costumi teatrali di una tale bellezza da far sembrare noi trampolieri in marcia, con molta attenzione sui sampietrini che caratterizzano il suolo romano, delle vere e proprie opere d’arte itineranti per la città. Era il 13 ottobre 2013, quando a 20 anni dalla morte di Fellini, si ricreò una fantastica atmosfera circense tra le strade di Ponte Milvio.

 La frase che più spesso ci sentiamo ripetere noi trampolieri è: che tempo fa lassù? Ebbene, vi svelo un segreto. Il clima è lo stesso! “Venghino siori venghino…” sul ponte conosciuto per i lucchetti che le coppie innamorate agganciano alle catene, lanciando poi le chiavi nel Tevere, come gesto simbolico di un amore eterno ed indissolubile. Noi artisti di circo, agganciamo i nostri lucchetti simbolicamente alle corde dei trapezi, alle clave della giocoleria, al filo teso dell’equilibrismo, ai trampolini e a tutti gli oggetti che usiamo per creare i nostri numeri. Ma in primis agganciamo lucchetti al nostro corpo, lo strumento di lavoro con il quale dobbiamo avere a che fare tutti i giorni della vita, anche quelli in cui siamo un po' stanchi o un po' ammalati e gettiamo con tanto coraggio le chiavi di questo amore eterno, intenso, ricco di gioie e sacrifici.

 Qualora aveste voglia, di seguito trovate i luoghi dove poter ammirare gli artisti del circo: al Teatro Furio Camillo organizzano spesso degli aperitivi circensi, oltre ad un’importate rassegna di circo-teatro Battiti. Al centro sociale La Torre csa oltre a corsi amatoriali di circo, c’è Circocentrica il Festival di Arti Circensi. L’Atelier Saltim’banco organizza il Young Circus Festival, una competizione tra giovani artisti di circo emergenti. Al tendone di circo VolaVoilà ogni anno c’è la rassegna di spettacoli di circo-teatro. Da non dimenticare, i cabaret del Porto Fluviale e dell’ex snia. Il Golden Circus Festival di Liana Orfei presso il Teatro Tenda Strisce dove c’è la Scuola Nazionale di Circo di cui ho parlato precedentemente. Gli appuntamenti più grandi sono con il Cirque du Soleil al Palalottomattica, compagnie canadesi come Cirque Eloize e Les 7 Doigts de la Main che di solito vanno in scena al Teatro Brancaccio. Il Teatro Olimpico spesso ospita compagnie di circo contemporaneo, come i Momix, che fondono la danza all’acrobatica. Per ultimi, ma non per importanza, i circhi tradizionali itineranti che ritroviamo spesso nel periodo natalizio.

 Questa è Roma. Divisa a metà tra antico e moderno che si amalgamano perfettamente, nello stesso modo in cui il circo tradizionale si amalgama e contamina reciprocamente con quello contemporaneo. Il tempo passa, la tradizione resta e la novità a poco a poco arriva.

Buon circo a tutti!!


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