SUBITOMONDO

Storie dal mondo a portata di click

ALLA SCOPERTA DELL’ ORIENTE

ALLA SCOPERTA DELL’ ORIENTE

Pubblicato da il
 4' di lettura

Konnichiwa minna-san!! (Ciao a tutti ^^),

 mi chiamo Deborah e ho 21 anni, sono una studentessa universitaria con la passione per il Giappone, la Corea e la Cina. Oggi, come primo articolo di questa rubrica, vorrei raccontarvi di come una ragazza italiana si è innamorata di questi paesi. Successe tutto per puro caso, avevo nove anni e un giorno come tanti andai in edicola a comprare la rivista dei programmi a mia madre, quando all’improvviso un fumetto attirò la mia attenzione. Era particolarmente colorato e aveva i personaggi in copertina con le orecchie e la coda, ciò mi incuriosì molto e quindi decisi di comprarlo. Sono sempre stata il tipo di persona che appena compra una cosa deve usarla quindi mi sbrigai a tornare a casa e una volta entrata in camera lo iniziai ad osservare. Ero convita fosse un normalissimo fumetto ma qualcosa non quadrava, il codice a barre era sulla copertina e le figure principali erano sul retro, lì per lì pensai che fosse solo un problema di stampa ma una volta aperta la prima pagina trovai scritto: ”ATTENZIONE, questo fumetto si legge come in originale, da destra a sinistra, quindi andate all’ultima pagina e buona lettura

 Rimasi basita. Non avevo ben capito per quale motivo avessi dovuto leggerlo al contrario, andai quindi a chiedere a mio fratello maggiore e mi rispose che quello non era un normale fumetto ma era un manga, ovvero un fumetto di origini giapponesi e che quindi doveva essere letto come viene letto in Giappone. L’idea di leggerlo in quel modo non mi emozionava ma i disegni erano piuttosto carini quindi tornai in camera e dopo 40 minuti lo avevo già finito. Mi piacque tantissimo, al punto che il giorno dopo tornai in edicola a comprare il volume successivo. Ne iniziai a parlare felicissima a mio fratello che poco dopo mi introdusse gli anime, che potremmo identificare in ciò che noi chiamiamo cartoni animati, anche se sono fatti molto meglio e con storie da fermare il fiato. Scoprii che anche DragonBall, Conan, Naruto, Sailor Moon e i Pokemon erano anime; insomma li guardavo non avendo idea di cosa fossero davvero

 

 

 La parte più bella è che questi due prodotti mi hanno fatto incuriosire del Giappone e con il tempo mi sono trovata a leggere della loro cultura e delle loro tradizioni, e a sorprendermi di quanto potessero essere diversi da noi e dal nostro modo di vivere. Con gl’anni l’amore per questo paese crebbe sempre di più, al punto da volerne studiare la lingua. Poi, un giorno dei miei 19 anni, finii su un sito che sembra il Netflix asiatico, dove trovai i Drama. I Drama sono come le serie TV americane ma sono appunto asiatiche. Il sito si concentra particolarmente sui Drama coreani detti ”K-Drama”, e fù grazie a questi che scoprii la Corea, un altro mondo affascinante, così diverso da noi e così attraente. Ovviamente iniziai a guardarne uno dopo l’altro e quindi a spendere molte ore al computer, ma quelle ore non sono state uno spreco perché con il tempo ho iniziato a imparare anche il coreano, a forza di sentirlo. Devo ammettere che la Cina inizialmente non mi piaceva per niente, per le loro vecchie tradizioni, per la loro religione e filosofia e per molte altre cose. Poi invece, guardando Drama cinesi e taiwanesi, iniziai a familiarizzare con la lingua e ad esserne attratta, e più o meno accadde la stessa storia di quando scoprii il Giappone.

 

 

 Voi vi chiederete: ”perché ti piacciono gli anime e i manga? E perché ti attirano tanto questi paesi così lontani e diversi?”

Io credo che i manga e gli anime possano piacere a chiunque, basterebbe trovare il genere adatto ad ogni persona e fidatevi, ne esistono davvero tanti. A me personalmente sono sempre piaciuti gli Shojo (storie d’amore per ragazze), perché io sono una romanticona ed essi in particolare mi facevano viaggiare nelle loro storie, ed anche se quella sensazione di felicità quando li leggevo o vedevo durava poco, era abbastanza da mettermi di buon umore. Non vi posso dire che mi facevano e mi fanno tutti lo stesso effetto, anzi, specialmente molti Drama mi hanno fatto piangere per ore e soffrire nel vero senso della parola. Ma continuo ad amarli perché mi regalano emozioni ed è una cosa bellissima.

Chiaro è hiedere a qualcuno il perché dell’amore per questi paesi sarebbe come chiedere ad un altro il motivo per cui adora le fragole. Credo che ognuno di noi abbia i propri gusti, ci sono cose che ci attirano e cose di cui non ci importa niente. Io, fin da piccola, non mi sono mai sentita nel posto giusto, sono sempre stata il tipico pesce fuor d’acqua.  Adesso, dopo essere stata in Giappone, posso dirvi che lì mi sentivo a casa, mi sentivo libera ed ero contenta a prescindere perché era esattamente il posto in cui volevo essere. Non so se avete mai provato queste sensazioni ma spero che con la mia rubrica possiate sperimentare il desiderio di conoscere questi paesi. Se invece siete già degli amanti come me non c’è altro da dire, non perdetevi i prossimi articoli, che toccheranno vari temi riguardo i viaggi, la vita in Giappone e in Corea, la loro musica, le loro tradizioni e via dicendo.

 

 

Janeee!! (alla prossima!! o in questo caso, al prossimo articolo ^^)


Ti potrebbero anche interessare