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CIBO GIAPPONESE = SUSHI? (pt 1)

CIBO GIAPPONESE = SUSHI? (pt 1)

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Ohayooooo!!! (buongiorno ..!!!)

Sapete, proprio l’altro giorno, ho chiesto ad un amico cosa pensasse del cibo giapponese e lui mi ha risposto che lì mangiano solo riso e pesce… Non potete immaginare la mia faccia nel sentire ciò.

Il che mi ha fatto pensare che veramente tanta gente non conosce il Giappone e le sue pietanze, quindi oggi parleremo della mia ragione di vita, il cibo, o meglio il cibo giapponese.

 

Ramen

 Nello scorso articolo ho nominato il Ramen, questo è uno dei piatti giapponesi più famosi ed è una zuppa che può essere di carne o di pesce, a base di “tagliatelle” di frumento di origini cinesi. In cima viene guarnito (se scegliete quello alla carne, solitamente al maiale) con del cipollotto, un’alga nori, uova affumicate, funghi ovviamente giapponesi e carne, pancetta affumicata.

 Ho provato 4 tipi di Ramen, sempre alla carne, ed il più buono è stato quello di Odaiba, un’isola artificiale nella baia di Tokyo, ed è anche quello che ho pagato di più, 1200 yen (circa 9 euro).

 Io ed il mio compagno di viaggio difficilmente siamo riusciti a finirne uno perché sono particolarmente abbondanti e sazianti ma ogni volta è stata una vera gioia.

 

Tonkatsu

 Questo piatto lo provai a Shinjuku e non avevo idea di che cosa fosse. Si tratta di una semplice cotoletta di maiale fritta accompagnata dal riso e da vari condimenti, che dipendono ovviamente dal tipo di variante che si è scelto. Ad esempio, io presi il classico, quindi cotoletta con sotto verdura e riso, mentre il mio compagno di viaggio prese il Tonkatsu al curry.

 È particolarmente buono perché è sempre accompagnato dalla sua salsa che è una rielaborazione della salsa Worchester, ottenuta dalla fermentazione di frutta e verdura. Questa pietanza fù introdotta in Giappone dai portoghesi e fù inserita tra i yōshoku, ovvero i piatti tipici della cucina europea che sono stati modificati per adattarli al gusto dei giapponesi, tra la fine del 19° e l'inizio del 20° secolo. Il nome originario era katsuretsu, o katsu, che significa cotoletta.

 Il piatto, inizialmente, veniva preparato utilizzando la carne di manzo, ma nel 1890 hanno iniziato a servire una versione con carne di maiale, che divenne poi quella più diffusa e da lì prese il nome di Tonkatsu, ovvero cotoletta di maiale.

 Come per i Ramen, esistono ristoranti dove ci sono delle macchinette con le varianti di Tonkatsu disegnati, dove dopo aver premuto il pulsante del piatto scelto e aver preso lo scontrino, si può aspettare il servizio avendo quindi già pagato.

 

Takoyaki

 Credo che quasi tutti abbiano sentito parlare, almeno una volta nella vita, dei Takoyaki. Tako in giapponese significa polpo, e infatti sono delle polpette di polpo grigliate in una pastella a base di grano.

 A differenza delle normali polpette a cui noi siamo abituati, nei takoyaki il polpo è unito con altri ingredienti senza però essere toccato, quindi viene inserito un pezzetto intero direttamente all’interno della polpetta. In questo modo, quando la si mangia, il sapore del polpo spicca sul resto degli ingredienti. Una volta cotte le polpette ci si mette su la salsa che nacque proprio insieme ai takoyaki e ne rende il gusto ancora più unico.

 Il primo giorno del mio viaggio in Giappone andai a Ueno ad esplorare il parco e c’erano tante bancarelle che vendevano di tutto, ma in particolare il cibo, così decidemmo di mangiare per il nostro primo pranzo in Giappone proprio i Takoyaki. Ovviamente non li ho mangiati solo una volta, e quando andai a Kyoto insieme ad alcune amiche giapponesi, mi presi un piatto da 12 Takoyaki e ne valse proprio la pena…^^

 

Okonomiyaki

 Avete presente kiss me Licia? Bene, nel cartone il padre di Licia aveva proprio un negozio di Okonomiyaki. Si tratta di una frittella a base di farina di frumento e tanti altri ingredienti, che variano a seconda della zona del Giappone.

 Nacque prima della Seconda Guerra Mondiale e significa letteralmente “ciò che vuoi alla griglia”. Mangiai questo piatto solo una volta, a Kyoto, e ne rimasi davvero soddisfatta; si può dire che è una sorta di frittata con varie verdure e quella che scegliemmo sia io che il mio amico fu la “bacon e cheese”.

 Venne preparata su un altro tavolo e poi portata sul nostro che era quasi totalmente composto da una piastra che serviva a mantenere l’Okonomiyaki caldo. Al bordo del tavolo c’erano delle salse e, anche se io non avevo idea di che roba fossero, ogni volta che ne provavo una insieme all’apposita pietanza ne rimanevo felicemente sorpresa dalla bontà.

 Devo ammettere che tagliarla è stata un’impresa che ha reso quel pranzo oltre che buono, anche divertente.

 

Onigiri

 Anche nello scorso articolo vi ho parlato degli Onigiri, che non sono delle vere e proprie pietanze, ma essendo davvero famosi meritano di essere nominati.

 Sono dei semplici triangoli di riso (si possono trovare anche di altre forme) con un condimento al loro interno che può esse pollo, salmone e tanti altri tipi di pesci o carni che rendono la scelta davvero difficile.

 Questi triangoli hanno poi alla base un rettangolo di alga Nori che serve, oltre che a insaporire, anche a non sporcarsi le mani. Si possono trovare facilmente nei konbini ma in quel caso aprirli nel modo più corretto, all’inizio, è difficile poiché sono ricoperti completamente dall’alga e sono chiusi in modo tale da poterli aprire solo in un modo, e a volte nel farlo l’alga si può rompere. Parlo per esperienza.

 Sono piccolini ma essendo praticamente quasi tutto riso riempiono senza problemi. Molte volte nel mio viaggio mi sono ritrovata a pranzare o cenare con questi, tanto che alla fine non potevo più toccarne uno perché, per quanti ne avevo mangiati, ne avevo quasi la nausea.

Esistono poi dei negozi appositi che vendono solo gli Onigiri chiamati Onigiri-ya che purtroppo non ho avuto il piacere di visitare.

 

E per oggi ci fermiamo qui, ma non perdete il prossimo articolo dove parleremo di molte altre pietanze giapponesi che vi faranno leccare i baffi!! (anche se non li avete!)


 

Janeeeee!


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