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MAID CAFE E ONSEN
 6' di lettura

Konnichiwaaaa (buongiornooo)

 Oggi trattiamo due argomenti abbastanza particolari dato che non esistono qui in Italia o che vengono vissuti in maniera totalmente differente: i maid cafè e gli onsen.

 I Maid cafè sono locali con menù e spettacolo a tema, dove si possono ordinare da bibite particolari (e gelati a forma di cane come quello che presi io ) a un intero pasto. È un posto che ricorda molto un anime, dove si viene accolti da ragazze molto giovani vestite da maid (cameriere con un uniforme rivisitata dell’epoca vittoriana) che all'entrata pronunciano la frase  “okaerinasaimase gojojin-sama / oujo-sama” (bentornato padrone/a), dopo di che ti fanno accomodare lasciandoti il menù.

 Scegliendo una pietanza in particolare, quando vengono a servirla, per poterla mangiare bisogna ripetere la “formula magica” che dice la cameriera con una vocina da bambina, ciò rende il tutto più imbarazzante (parlo per esperienza) ma allo stesso tempo rende il momento anche più unico e particolare.

 Se volete sperimentare un Maid cafè, in Giappone, lo troverete nelle grandi città ma in particolar modo ad Akihabara, centro elettronico e ritrovo degli amanti di anime e manga nella città di Tokyo. Fù proprio lì che io e il mio compagno di viaggio decidemmo di andare; vedemmo un poster vicino all’entrata di un palazzo così, per fare un’esperienza diversa, entrammo nell’ascensore e salimmo al quinto piano.

 Appena arrivammo, io uscii subito e mi ritrovai accolta da 2 ragazze che provarono a parlare inglese, mentre il mio amico, distratto dal cellulare, rimase chiuse nell’ascensore. Nel vedere quella scena iniziammo tutti a ridere e il mio amico, poco dopo, riuscì ad uscire dall’ascensore e venendo vicino a me diventò tutto rosso.

 Comunque, la cameriera ci fece accomodare al tavolo lungo che ci permetteva di vedere tutto il locale, anche se era decisamente piccolo, poi ci spiegò che avevamo la possibilità di scegliere due menù bonus dove il primo ci regalavo oggetti a tema, mentre il secondo comprendeva uno spettacolo live da parte delle maid. Entrambi scegliemmo di prendere solo il gelato a forma di cane ma con gusti differenti (che ci costò circa 9 euro), e a parte le caramelle un po’ secce furono molto buoni.

 La parte più bella è che all’improvviso 5 maid sono salite sul palco e si sono messe a ballare e cantare, probabilmente perché un cliente deve aver comprato il menù live, mentre altre cameriere  passavano per i tavoli a vendere oggettini come i bastoncini luminosi. Devo dire che a me è piaciuto molto, sia l’atmosfera che il cibo, l’unica pecca è che ovviamente le cose costano e che non era permesso fare foto, io ne feci solo una al gelato perché era troppo carino e quasi mi dispiaceva mangiarlo.

 Gli Onsen invece sono posti dove ci si rilassa nell’acqua calda con proprietà benefiche, sono delle terme che posso essere sia all’aperto che al chiuso e ne esistono vari tipi. Si tratta di una vera e propria tradizione culturale, in più essendo il Giappone una zona ricca di attività vulcanica, la sua acqua fuoriesce dalla terra già calda ed è quindi geotermica.

 Essendo un posto dove si fa il bagno con altre persone, ci si deve prima lavare in uno spazio apposito! Ora vi spiegherò come funziona una in particolare, ovvero l'Oedo Onsen Monogatari  di Odaiba, dove sono stata io.

Odaiba è stato uno dei posti che ho amato di più, dopo essere arrivata sull’isola (e giuro che è stata un’impresa), essere rimasta affascinata dalla sua bellezza, aver mangiato un ramen buonissimo e aver visitato il Venus Fort (centro commerciale) mi sono diretta verso le terme, sempre in compagnia del mio amico. Una volta arrivata ci hanno fatto togliere subito le scarpe per posarle in un armadietto di cui dovevamo ovviamente tenere la chiave, poi ci hanno dato una mappa del posto (era piuttosto grande) e ci hanno fatto scegliere lo yukata (simile al kimono ma più leggero) e la fascia con cui fermarlo, per poi indicarci i nostri rispettivi spogliatoi, a sinistra per gli uomini e a destra per le donne.

 Entrata nello spogliatoio, notai subito che  era molto grande, davanti a me c’era un lungo corridoio con alla mia sinistra tutte file di armadietti e alla mia destra tutte cabine semi aperte con lo specchio. Misi lo yukata, lasciandomi solo l’intimo, mente i vestiti li misi nell’armadietto con lo stesso numero di quello delle scarpe, tenendo con me solo l’orologio e il cellullare che misi nella manica. Ciò che rende questo Onsen particolare è il fatto che l’interno è stato ricostruito come una sorta di periodo Edo, e ai rispettivi lati ci sono le zone termali. 

 Finito di cambiarmi entrai in questa zone “stile Edo” e rimasi basita da quanto sembrava vero, erano tutti in yukata; c’erano negozietti, ristoranti, sala giochi e varie aree relax dove era possibile riposarsi. Prima di scoprire l’area termale (che non sapevo dove fosse), decisi di vedere dove portava il corridoio centrale e fui lieta di scoprire che portava in una zona esterna abbellita con lanterne di vari colori, andando più avanti trovai un condotto d’acqua termale dove era possibile immergere i piedi e sedersi sul bordo e godersi l’aria fresca e il calore dell’acqua.

 Dopo circa una mezz’ora decisi di rientrare e andare a scoprire dove fosse la zona con le vasche per le donne e dopo un paio di tentativi, finalmente, la trovai. Entrai in una sala con altri armadietti e specchi, dove una ragazza mi diede due asciugamani e la chiave degli armadietti dove andava l’intimo e lo yukata.

 Davanti alle porte in vetro per entrare nella zona delle vasche lessi che chi ha i tatuaggi non può entrare, io ne ho uno piccolino così, dopo averci pensato su, tornai indietro e mostrandolo alla ragazza le chiesi se potevo entrare. Lei fù gentilissima e con un sorriso mi disse di coprirlo con l’asciugamano più piccolo e mi fece il segno di non dire niente, mettendosi l’indice davanti alle labbra, le sorrisi in risposta alla sua simpatia e gentilezza e prendendo coraggio ,entrai.

 All’inizio di questo articolo ho scritto che appunto ci sono cose che viviamo in modo diverso, mi riferivo al fatto che qui in Italia non è nostra usanza fare il bagno nudi con altre persone (che io sappia), mentre in Giappone è molto più normale. Personalmente sono abbastanza pudica quindi fù una situazione abbastanza ambigua e imbarazzante. Notai subito che le straniere tendevano a coprirsi, come facevo io, mentre le giapponesi giravano senza alcun problema, come se fosse la cosa più normale e naturale del mondo….

 Comunque, appena entrata mi diressi sulla mia sinistra dove dovevo lavarmi, dopo di che scelsi una vasca e mi ci rannicchiai dentro per far in modo che non si vedesse il tatuaggio e ci rimasi ammollo per almeno mezz’ora. Scoprii solo più avanti che c’era una zona esterna con la vasca, ma entrare e uscire da essa con il freddo che c’era mi avrebbe ucciso quindi va bene anche se non ci sono stata. Dopo essermi rilassa andai a sciacquarmi e tornai dentro per vestirmi ed asciugarmi i capelli, ringraziai ancora la ragazza e le resi gli asciugami, dirigendomi poi di nuovo verso il centro. Una volta incontrato il mio amico, mi presi una crepes con fragole e panna e andammo a riposarci.

 Vi consiglio davvero con il cuore di provarlo almeno una volta perché è davvero stupendo e ci sono Onsen ancora più belli se andate nei dintorni del monte Fuji

 Se l’articolo vi è piaciuto, mi raccomando, non perdete i prossimi!! ^^

YANEEEEE


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