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FORMENTERA: L’ISOLA CHE NON C’E’, MA CHE PER FORTUNA ESISTE

FORMENTERA: L’ISOLA CHE NON C’E’, MA CHE PER FORTUNA ESISTE

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 Se mi fosse chiesto di immaginare il paradiso penserei subito a Formentera. Verso quest’isola ho un radicale senso di appartenenza e scelgo questo periodo per parlarne perché è sicuramente il migliore per coglierne al pieno l’immenso valore.

 Non mi stancherò mai di definirlo il mar dei caraibi europeo. Non ha assolutamente nulla da invidiare a quello oltreoceano, come non ha nulla da invidiare alla Sardegna o alla Sicilia, anzi.

 Formentera oltre appunto a vantare uno dei mari più belli al mondo, è una filosofia, uno stile di vita. Iniziamo col precisare che parliamo di un’isola piccola, la sua lunghezza massima è infatti di circa 19 km tra paradisiache spiagge bianche e suggestive scogliere. Il mezzo di locomozione preferito per percorrerla è sicuramente lo scooter, o il quad, ma anche in macchina si gira con estrema semplicità. L’importante è avere un mezzo che consenta di spostarsi per viverla perchè non si può pensare di saltarne una sola parte... nessun posto è uguale all’altro ed ogni luogo ha un omaggio diverso da offrire. 

 Questa perla delle Baleari vanta tre  fari incredibili, ma imperdibili sono Il Pilar de la Mola e Cap Barbaria

 Uno più magico dell’altro. Quest’ultimo rende unico anche il viaggio per raggiungerlo, infatti arrivati a un certo punto bisogna parcheggiare il proprio mezzo per proseguire un paio di km a piedi in questa stradina deserta che rievoca quasi uno scenario texano, ma che non permette mai di perdere di vista la meta visto che davanti svettano questi 18 metri di faro con a far da sfondo una distesa di blu cobalto.

 Una volta giunti, ci si accorge di una spaccatura nella roccia che sotto di se ospita una vera e propria grotta naturale con tanto di “terrazza sul mare”. È un’esperienza unica che personalmente cerco di regalarmi almeno una volta l’anno, salvo poi accorgermi, che ogni volta è come la prima. Ho capito essere un’emozione alla quale non mi abituerò mai. Su questo faro c’è anche una leggenda che invito i più curiosi a cercare su google. Io intanto proseguo questo viaggio nella mia isla bonita

 Anche il Pilar de la  Mola non è assolutamente da meno, con la sua altissima e ripidissima scogliera a picco sul mare e questa atmosfera anni 50 evocata anche dalla musica proveniente dal caratteristico “baretto” a pochi metri. 

 Questo faro è famoso anche per essere vicino al famosissimo mercatino hippy di Formentera aperto da maggio a ottobre ogni mercoledì e domenica dalle ore 16.

 Si tratta di una storica e assolutamente folcloristica tradizione di quest’isola che riporta appunto la variopinta, libera e spensierata epoca degli anni ‘60. Andare a Formentera e non visitarlo è come andare a Roma e non vedere il Colosseo.

 Una giornata tipo potrebbe essere: giornata di mare nella meravigliosa e incontaminata Migjorn, la più grande spiaggia dell’isola lunga ben 6 km, che essendo appunto di strada, è comoda per andare nel pomeriggio al mercatino per poi concludere con un aperitivo al faro. 

 Per un’altra giornata tipo restando ancora su Migjorn, consiglio assolutamente di fare mare al Flipper & Chiller per poi spostarsi nel tardo pomeriggio, a pochi metri, allo storico Pirata Bus dove sotto questa grande svolazzante bandiera nera col teschio bianco, si compie un altro imperdibile rito dell’isola: il saluto al sole

 Il mojito di questo chioschetto con i suoi nachos sono una vera istituzione dell’isola. Si consumano seduti sulla scogliera, davanti la spiaggia di Es Arenals, mentre si saluta il sole cadere dietro la scogliera di Cap Barbaria con un solenne applauso. 

Veramente emozionante!

 Nella parte occidentale dell’isola invece troviamo un lungo e straordinario lembo di terra che divide la notissimma Platja de Illetes e Platja de Levant.

 Illetes è la spiaggia più gettonata, sempre piena di turisti, nei mesi di luglio e agosto talvolta accessibile anche previa coda di attesa all’ingresso. Basta però giungervi per darsi una spiegazione... il paradiso terrestre: mare maldiviano. Platja de Levant invece offre uno scenario totalmente diverso, ricorda molto le spiagge che affacciano sull’oceano: immense, ventose, fantastiche. Luogo infatti prediletto dagli impavidi surfisti che come si alza il vento si divertono a cavalcare le onde che genera. 

 Cala Saona invece, da introdurre il giorno in cui si ha intenzione di visitare Cap de Barbaria visto che è situata sulla strada, è un’incantevole caletta che si distingue per le meraviglie naturali che la circondano, oltre ovviamente a vantare il solito mare cristallino dell’isola e la finissima sabbia bianca

 A pochi chilometri da Cala Savona troviamo l’incantevole capoluogo: Sant Francesc Xavier, che è il centro abitato più popolato dell’isola, ed è caratterizzato da case bianche come la neve e innumerevoli piazzette dove ritrovarsi e intrattenersi.

 Ottimo per colazioni da Oscar, in tal senso consiglio il Matinal per chi ama privacy e tranquillità, mentre per coloro che favoriscono l’estro e la stravaganza sicuramente il BigStore. Quest’ultimo è diventato quasi una vera e propria attrazione turistica, perennemente frequentato da vip ma non svelo altro per non spoilerare. Salutatemi il proprietario!

 Altro famoso centro abitato, dove personalmente amo prendere casa, è Es Espujols. Più che una città ricorda un villaggio, spiagge straordinarie, ristoranti ricercati, lungomare delizioso che la sera si riempie di bancarelle colorate e sfiziose e negozietti di ogni genere. 

 Ottima da vivere sia di giorno che di notte è ideale sia per chi cerca una vacanza tranquilla che per chi cerca invece il divertimento sfrenato.

 Ultima segnalazione degna di nota, la irrinunciabile paella di Fonda Pepe a San Ferran, a pochissimi chilometri da Es Pujols.

 Fonda Pepe non è un ristorante ma una vera e propria caratteristica della vita sull’isola. Qui il tempo sembra essersi congelato agli anni 60’, non ve lo racconto, vi invito però a non perderlo.

 Non si prenota da Fonda Pepe, ci si presenta e nel caso si attende, rigorosamente al bar dell’entrata dove ingannare l’attesa a colpi di chupitos.

 Accompagnarvi in questo viaggio alla scoperta di Formentera è stato un po’ come invitarvi a cena e farvi fare il giro di casa. Lì, in quei 19 km di lunghezza, batte il mio cuore e sono certa, batterà forte anche il vostro.

Buona vacanza!


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