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DALL’AUSTRALIA A ROMA, PER AMORE

DALL’AUSTRALIA A ROMA, PER AMORE

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“Sono nato con la passione per il viaggio”. Così si presenta Gianni. Nasce a Caserta con una grande voglia di scoprire il mondo, fa la sua prima esperienza all’estero a 27 anni, in Australia, passando per Dubai, Shangai, Bangkok, Pechino e Phuket, per poi fermarsi a Tenerife, finché non incontra lei: Roberta. Italiana, anzi, romana.

 – Dall’Australia a Tenerife.. Alla fine hai scelto Roma. Perché?

– L’amore. Tutto gira intorno all’amore. La mia idea era di tornare in pianta stabile verso i 60 anni e godermi la vecchiaia qui. Avrei voluto vivere l’Italia da turista per vederla per quello che è: bella! Almeno così pensavo anni fa. Pensavo che fare un sacrificio all’estero mi avrebbe dato la possibilità di tornare e vivere qui, appunto, come un turista. 

Ho ricominciato la mia vita da zero. Ricordo di essere partito per Melbourne con 30.000 lire in tasca; non avevo soldi e non sapevo una parola di inglese.

 – Partiamo dal principio. Quando dici “sono nato con la passione per il viaggio” cosa intendi?

– Beh, che anche la scelta della scuola è stata basata su questo. Ho scelto l’alberghiero proprio per il fatto che tutti dicevano che mi avrebbe consentito di viaggiare, al di là del settore, che sia cucina, sala o ricevimento. All’epoca non sapevo neanche la differenza tra le tre cose.

– Come mai hai scelto una meta così lontana per iniziare?

 – Avevo l’energia di un ventisettenne e la testa di un quarantenne. In quel momento pensavo che facendo subito la cosa difficile il resto sarebbe stato in discesa. Così mi misi su un aereo e andai a lavorare li. Vivevo in una casa vecchissima, ma la cosa buona era che non pagavo l’affitto, dato che era di una zia di un mio amico partito con me. Non sapevo la lingua ed ero cosciente che avrei dovuto iniziare dal fondo, la mia fortuna è stata aver trovato lavoro in un ristorante gestito da un manager della costiera amalfitana che mi prese a cuore. Pitturavo, cambiavo pavimenti.. facevo tutti lavoretti extra che mi permettevano comunque di viaggiare.

 – Quindi non sei rimasto fermo li nei 6 anni?

– Assolutamente no, ho fatto otto volte Italia - Australia. Ogni volta facevo una sosta. Da Dubai alla Thailandia, alla Cina. È stata una fortuna incredibile, perché questo andare e venire ha permesso ai miei occhi di immortalare un’infinità di foto.

 Capitai a Pechino dopo 2 giorni dall’attentato nello Xinjiang del 2008, era il periodo delle olimpiadi, e solo per uscire dall’aeroporto mi controllarono il passaporto 7 volte. Stessa cosa mi capitò in quello di Dubai. L’aeroporto ha delle colonne altissime al centro, e ai lati delle colonne trovai due file incredibili tra due ragazze in burqa; più di mezz’ora a passeggero solo per un controllo. Ma parliamo di 10 anni fa, spero le cose siano cambiate. In Thailandia invece, precisamente a Phuket, mi rimasero impresse, oltre alle palme altissime, delle macchine furgonate piene di maiali che loro chiamano taxi. Li ho anche visto per la prima volta bambini che bevevano l’acqua che scorreva sulla strada. È stato davvero scioccante. Una realtà completamente diversa dalla nostra. 

Ricordo dello stupore in Malesia nel vedere il vento che alzava sedie e tavoli, mentre tutti rimanevano seduti come se non stesse accadendo nulla.

 – Cosa ti ha portato a scegliere Tenerife dopo l’Australia?

- Facevo dei piccoli passi anche con la lingua e decisi di cambiare lavoro. Di avvicinarmi soprattutto. Li ormai mi sembrava tutto finto. Dovevo scegliere tra Londra e Tenerife, la meta più facile ovviamente era la prima, quasi una seconda Melbourne per me, solo più vicino casa. Così iniziai a fare delle ricerche. Tenerife. L’isola dell’eterna primavera, così la chiamavano. La parte d’Europa dove fa sempre caldo. Andata!
Andai nell’anarchia totale, passavo le giornate sulla spiaggia, smangiucchiavo qualcosa qui e là e giravo l’isola a piedi. Solo dopo tre mesi iniziai a lavorare in un ristorante sul porto, dalle 18:00 alle 20:00, che serviva esclusivamente su prenotazione. Il sogno di tutti credo.

 – Si dice che quando si va fuori in pianta stabile poi è difficile tornare.. non è stato così per te?

 - Tornare in Italia mi spaventava. Io dico sempre una cosa, è più bello essere italiano all’estero. Qui c’è troppa concorrenza, il made in Italy fuori va alla grande.

E invece, a sorpresa, è stato bellissimo. Dopo un anno e mezzo sull’isola, quando meno me lo aspettavo, capitò Lei. Roberta. Adesso mia moglie. Mi colpì subito la sua voglia di aiutare. Ricordo che passavamo nottate intere a parlare. Sono stato completamente rapito. 

Mi preoccupava solo una cosa.. Volevo vivere con lei, si, ma lì. Per me la vita era li. E invece adesso sono fermo a Roma e qui vivrò per sempre, almeno spero. L’ho vissuta per la prima volta nel duemila, venendoci a fare il militare, pensa. Un’emozione bellissima. In ogni angolo c’è una storia. Incredibile!

 Vi è mai capitato di trovarvi nel centro di Roma, sentirvi all’estero e respirare casa? Ecco. Così mi sento, a casa.

– C’è un qualcosa che ricordi con particolare emozione?

 – Si, una data. Il 6 giugno, è il giorno che ho lasciato definitivamente l’Australia. Una data molto importante per me, che ha segnato poi il mio futuro poiché esattamente due anni dopo, proprio il 6 giugno, ho sposato Roberta. La notte del matrimonio ci hanno fatto una sorpresa: ci hanno affittato un pullman e abbiamo passato la nottata, vestiti da sposi, in una Roma deserta. Gli innumerevoli brindisi della giornata mi impediscono di ricordare con chiarezza tutti gli sviluppi, ma una cosa la ricordo benissimo: la clamorosa caduta a Piazza di Spagna.

– Non dirmi che l’amore ti ha fatto abbandonare il sogno del viaggiare?!

– Assolutamente. Per me viaggiare ha la stessa importanza dell’avere un figlio. Sono esattamente sullo stesso piano. Adesso non riesco a farlo come vorrei, ci sono altre cose in progetto, ma tornerò a farlo presto. Anzi, inizieremo a farlo insieme. Magari iniziando dall’Europa.

 – Oggi, con l’esperienza vissuta, ricominceresti mai tutto da un’altra parte?

 – Adesso? A 40 anni? No. Iniziare dalla gavetta a questa età è davvero pesante. Li è tutto fantastico, davvero. All’estero spesso si viaggia ad un’altra velocità, ma se non hai l’amore e la famiglia non riesci ad essere felice. Qui l’amore mi ha riempito.

 Si, Tenerife, l’Australia, ma l’amore è qui, a Roma. L’amore è Roma. Da piazza di Spagna, che è nel mio cuore, al Colosseo. Ragazzi, il Colosseo.

L’Australia è pazzesca, Tenerife è un sogno, ne sono innamorato. Ma Roma.. Roma è magia.

 

 Mi saluta così, con le frasi più belle che una ragazza romana possa sentire da un viaggiatore. Benvenuto a Roma Gianni!


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