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L’ALTRA FACCIA DI CUBA
 5' di lettura

 Parliamo ancora di Cuba. La Cuba fatta di gioia e colori, stavolta vista da altri occhi. Occhi di chi nasce e cresce in un paese tanto meraviglioso quanto povero.
 È in Italia da otto anni, ha una famiglia splendida e un attività sognata ma soprattutto sudata. Si chiama Jesùs, ventotto anni, e ci racconta la Cuba nascosta dai sorrisi. Una Cuba tanto amata ma lasciata per un futuro che non promette.

 

Come cresce un bambino a Cuba?

 Libero. A Cuba ci sono tanti problemi. Scarpe non ce ne sono, è difficile trovare vestiti, ma nonostante tutto la crescita è sana. Ci sono poche macchine, quindi non si hanno problemi a giocare in strada.

Tipo a cosa?

 Baseball! Dalla mattina alla sera si gioca a baseball. Il bambino Cubano nasce con una palla in una mano e una mazza nell’altra, il guantone si rimedia per strada.
 Di giochi non ce ne sono molti, le possibilità di comprarne sono poche, ma di immaginazione ce né davvero tanta. Le nostre macchinine le costruivamo con il legno. Impari a crescere con poco.

Come passa le giornate fuori dalla scuola un adolescente Cubano?

 Amici baseball e feste. Ora trovi qualche tecnologia, ma dieci anni fa non c’era nulla. La sera ogni quartiere organizza delle feste per i ragazzi più giovani che non hanno l’età per entrare in discoteca, e ci si ritrova tutti li.

Cosa ti ha spinto ad andare via dal tuo paese?

 Quando arrivi ad una certa età devi decidere se andare o rimanere. Non c’è nulla da fare li, o diventi un alcolizzato o lavori. Ma per guadagnare a Cuba si deve rubare allo stato, e se rubi allo stato il giorno che ti scoprono sono vent’anni di galera. Per un solo un pezzo di pane possono accusarti di rivoluzione.

È stato facile andare via?

 E' molto difficile uscire da Cuba. Puoi andare via tramite il matrimonio, altrimenti serve l’invito di una persona che ti ospita nel paese in cui si vuole andare, e non è detto che accettino la richiesta.

Come vengono visti i turisti?

 Il turista è tutelato al 100%.E' la principale fonte di guadagno, perciò è molto protetto, soprattutto dalla polizia. Devi commettere un reato davvero grave per essere ripreso. Si chiude un occhio perché c’è necessità.

Anche al turista però i beni di prima necessità mancano… come medicine, o un semplice fazzoletto?

 Mancano si, e ti fanno credere che il problema principale del paese è quello. Ma tutto gira intorno alla politica.

A proposito di politica: Come hai preso la morte di Fidel Castro?

 Con totale indifferenza!

Essendo un dittatore, uno dei pensieri comuni era che la sua morte non venisse celebrata in quel modo, ma ci fosse indifferenza, appunto. Abbiamo visto invece migliaia di persone alla sua commemorazione. Come mai?

 Secondo me? Tutta gente pagata dallo stato che se non andava in piazza gli veniva tolto lo stipendio a fine mese.

Come lo vedevi tu?

 Come una persona che stava li, che diceva di aver fatto del bene. Io sono degli anni novanta e non ho conosciuto il prima di Fidel, ma conosco i racconti della mia famiglia. Nei tempi della rivoluzione Fidel ha tolto a mio nonno ben cinque farmacie aperte con sudore.

Quindi secondo te non ha fatto del bene al paese?

 Ha fatto del bene ma anche tanto male. Scuole, sanità.. dicono sia tutto gratis, ma non è assolutamente vero.
 Ti faccio un esempio: se ti fa male un dente e vai dal dentista per l’appuntamento, te lo da dopo 2 anni. Allora per sistemarti il dente devi conoscere un amica, gli fai un regalo e questa amica ti trova il posto per farlo subito.

È tutta una questione di scambi…

 Esatto. È “gratis” a detta loro…A Cuba le poche cliniche private sono per gli stranieri, gli ospedali pubblici funzionano quando decidono loro. Come l’istruzione. È vero che non paghi per studiare, ma una volta finito, secondo loro, devi lavorare per otto anni senza prendere un soldo per ripagarti gli studi, e se non lo fai il diploma non ha nessuna validità.

Scusa ma se lavori otto anni gratis, come fai a mangiare?

 Eh... Cosi, inventi. Tramite scambi principalmente. Si vende frutta, compri e rivendi qualcosa. Con il lavoro non puoi vivere.

Quanto guadagna una persona che lavora regolarmente, che so, in un negozio?

 Adesso non so, fino a sette anni fa si guadagnava un minimo di dieci dollari e un massimo di quaranta mensili.

E un litro di latte costa?

 Più o meno un dollaro. A cuba ci sono due monete. Si prende lo stipendio in peso cubano, che vale pochissimo, e si compra nei supermercati in dollari, perché nei supermercati dove si può comprare con il peso cubano non c’è niente.
 In compenso abbiamo una carta, Libreta De Abastecimientos, dove ti segnano i prodotti che passa lo stato, passa per modo di dire perché devi comunque pagarli, e costano solo relativamente meno.

Questa carta ti da degli alimenti che puoi prendere una volta la mese?

 Si, tipo 3 kg di riso al mese, ½ litro di olio, ½ kg di caffè e via dicendo. Ma una famiglia finisce il tutto dopo circa una settimana.

Beh, è difficile vivere così…

 Quando ci cresci non è così difficile, io vedo lo svantaggio solo sotto un certo punto di vista. Adesso mi rendo conto che mi ha fatto crescere tantissimo. Sono qui da quasi otto anni, ho un attività e una bella famiglia.
 Sono andato via perché non avevo futuro e ho cercato un'altra realtà dove sapevo di poter costruire qualcosa, ma nonostante tutto è la mia terra, e mi manca.

Faresti crescere tuo figlio a Cuba?

 Assolutamente si. Lo farei crescere come sono cresciuto io.
 Una trottola di legno al posto del telefono, macchinine da smontare e rimontare come passatempo, giocare a nascondino nelle risaie con i piedi nelle pozzanghere. Non aver paura di lasciare la mano della mamma, tanto li non ti tocca nessuno.
 Vorrei farlo crescere con la ricchezza, ma non quella materiale. 

La ricchezza, quella vera, è nei valori!


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