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L’UOMO DEL DESERTO
 8' di lettura

 Sorride.. ha gli occhi lucidi quando mi parla del suo paese. Sorride.. un sorriso che ti fa sentire a casa. Lo guardo mentre con orgoglio osserva i suoi bambini; trasmettono amore e tenerezza.

 “L’uomo del deserto” lo chiama così la sua famiglia. Ha sempre freddo, dicono. Emad, del Cairo, è il papà dei bambini che con i loro sogni ci hanno fatto entrare nella magia del natale. Ci racconta l’amore per il suo paese e le difficoltà di un ragazzo innamorato che si catapulta in Italia solo per lei, Federica.

 

Cosa ti ha spinto ad andare via dal tuo paese e venire in Italia?

 L’amore! In vita mia, mai avevo pensato di lasciare il mio paese. Andava contro tutti i miei principi.. per gli studi fatti, per la famiglia principalmente.

Pensa che quando ho finito i miei studi ho fatto il volere di mio padre.

 

Cioè?

 Una volta presa la laurea che io desideravo, ho preso quella che voleva mia padre. Ho seguito i miei sogni e suoi. Nella nostra cultura non esiste che una persona vada contro la famiglia.

 Ho iniziato così a studiare Russo, cosa che non mi piaceva.. è una lingua fredda. Così passai al francese, e poi, grazie alla spinta di mio padre, all’italiano.

 Una volta finiti gli studi iniziai a lavorare come guida turistica, guadagnavo bene ma decisi di accettare un lavoro su una nave da crociera come receptionist. Finché la ditta per cui lavoravo non aprì un agenzia a Sharm El Sheik e da li iniziai a crescere. Con sacrificio mi feci strada e in poco tempo divenni il responsabile di una delle navi più importanti da crociera sul Nilo.

 

Qual’era il tuo compito?

 Realizzavo sogni. Per i clienti di quella nave ero il “genio della lampada”.

 Quello è stato uno dei periodi più belli della mia vita.. avevo tutto, tutto quello che un uomo single può desiderare.

 Ma arrivi ad un punto, come in tutte le cose, che inizia a mancarti l’aspetto vero della vita, l’amore. E non mi capacitavo dell’idea di non saper corteggiare una donna, non ne avevo mai avuto bisogno. E questo secondo me è il difetto più grande che un uomo possa avere, il non saper corteggiare!

 

Come hai conosciuto Federica?

 Sembra che il destino abbia sentito il mio malessere; sai quando desideri fortemente qualcosa e la vita Sbam, te la mette davanti, così? Ecco, il giorno che ho incrociato il suo sguardo la mia vita è cambiata.

 Aspettavo gli ospiti nella sala per la presentazione, come sempre, quando vidi lei...

 I miei occhi erano incantati, una sensazione mai, mai provata prima. Le voci che fino a qualche minuto prima erano conversazione si erano trasformate in mormorii. Da quell’istante tutto sapeva di meraviglia. Hai presente quando in un film d’amore, lui vede lei, solo un istante, ed è fatta?! Un solo istante basta a stravolgerti la vita.. questo succede, quando c’è la scintilla!

 Solo pochi istanti dopo mi accorsi che era con il suo fidanzato. Così decisi che avrei dovuto stargli alla larga, quando invece proprio loro si avvicinarono dicendomi: noi siamo con te!

Perfetto! Pensai.

 

E come in un film d’amore vi siete sposati...

 Prima di lasciare la nave, proprio con lei, abbiamo parlato di matrimonio. Ancora adesso la prendo in giro per una episodio successo dopo due giorni il nostro incontro, per guardarmi stava cadendo dalle scale. Eravamo completamente persi l’uno dell’altro. Un giorno il cuoco mi ha guardato e con voce bassa mi ha detto: adesso ho capito Emad, sei innamorato. E per la prima volta ho pensato, è questo l’amore. Pensavo a lei, sempre, costantemente. Non dormivo. Il mio unico e insistente pensiero era lei. Un pugno nello stomaco che toglieva il fiato.

 È stata con me da quando è ripartita fino al suo ritorno in Egitto, sempre al telefono con me. In un mese abbiamo speso la bellezza di 980 euro.

 

Com’è stato l’impatto dall’Egitto all’Italia?

 Bruttissimo. Ho lasciato una vita per lei. Mi sono dovuto reinventare iniziando da zero. Iniziando, di nuovo, dalla gavetta. Sono passato da una vita “privilegiata”, guadagnata sia chiaro, all’essere ferito perché straniero. Ma non mi arresi, mi rimboccai le maniche e con determinazione arrivai a lavorare a Roma, al Vaticano, proprio con il turismo, lavoro che svolgo tutt’ora.

 I miei genitori, sentendo i miei racconti, non facevano altro che dirmi di tornare in Egitto, con mia moglie. La mia famiglia sta molto bene e non avrei avuto problemi a lavorare.

 

E perché avete scelto l’Italia per vivere e non l’Egitto?

 Per umanità. Federica ha perso in pochi anni sua mamma e suo fratello. Erano rimasti solo lei e il papà.. quale cuore, strapperebbe al padre l’unica persona rimastagli della propria famiglia? Se Federica fosse venuta con me in Egitto, suo padre sarebbe rimasto solo. Così presi coraggio e parlai con mio padre. Se lui non avesse acconsentito avrei dovuto lasciare tutto. Non aveva mai, e dico mai, accettato una straniera in famiglia. E mi stupì quando invece accettò le mie scelte... ricordo ancora le sue parole: tu qui starai bene con Federica, ma starai bene sulle spalle di una persona che soffre. Vivete in Italia e ridategli la vita.

 

Le vostre vite sono state stravolte da uno sguardo, e così stravolgente è stato il cambiamento o avete preso del tempo?

 Ho preparato il matrimonio in 6 giorni. È arrivata l’8 dicembre in Egitto, il 15 ci siamo sposati. E siamo tornati in Italia.

 È stato un gran sacrificio per me lo ammetto. La spinta più grande per rimanere qui me l’ha data Yasmin, la mia prima figlia.

 

Cioè?

 È stato il chiodo. Le radici della pianta. È stata anche la gioia di un nuovo inizio. Dovevo dargli sicurezza e stabilità.

Pensavo di avere tutto su quelle navi, ma oggi posso dirti che mi sbagliavo. Adesso ho tutto quello che una persona può desiderare.

 

C’è una cosa in particolare per cui senti la mancanza dell’Egitto?

Tutto mi manca. La terra, i profumi.. i colori. Li il verde che c’è qui non esiste.

 

Se dovessi descrivere il tuo paese con un colore quale sceglieresti?

 L’oro. Puoi camminare ore, a piedi, in macchina, dal Cairo a Sharm El Sheik e continuerai a vedere mille sfumature di oro. Non c’è il buio da noi.

Questa terra è diversa.. non dico migliore, assolutamente. Solo diversa. È la mia terra.

 

Una cosa che mi ha colpito della vostra religione è il richiamo alla preghiera; anche per voi è così forte come l’ho sentito io?

 Oh, molto di più. Tutti si fermano, qualsiasi cosa si stia facendo si fermano. Questa è una cosa che mi manca molto. Come il giorno del venerdì; il venerdì per noi è come la vostra domenica. Tutti indossano il capo più bello che si ha. La maggior parte si vestono di bianco, tunica e cappello, tutto bianco. Quando cammini per strada senti addirittura l’aria che profuma...  E a mezzogiorno si dirigono tutti verso la moschea.

 

È molto importante per voi la preghiera vero?

La preghiera per noi è la base della vita. Quando non preghi ti senti male con te stesso, è come avere un peso sul cuore. C’è un verso che tradotto dice: “credenti, quando è il momento della preghiera, lasciate commercio e guadagno e andate a pregare. Il vostro guadagno sarà spirituale”.

 Da noi non esiste la confessione come in Italia. Ci si confessa direttamente con lui.. nessuno deve mettersi in mezzo. C’è una vecchia storia che narra di un signore che stava molto male, con una gamba che era da amputare, non esistevano anestesie così chiese di farsela tagliare mentre lui stava pregando. Si racconta che non ha sentito nessun dolore. Questo, per farti capire quanto per noi sia importante.

 

Toglimi una curiosità, il Ramadan.. è sempre per devozione?

 Il Ramadan è un digiuno che facciamo  per noi stessi e per gli altri. È un sacrificio grandissimo che ci avvicina ai poveri, ti fa sentire cosa provano e ti porta sempre ad aiutarli. Durante il mese del Ramadan in Egitto si fanno tavolate ovunque; in Moschea, per le vie, vicino le stazioni... Perché al momento della chiamata che interrompe il digiuno il mondo arabo si ferma. I treni si bloccano, i negozi chiudono. Nel mese del Ramadan, poveri e ricchi, mangiano le stesse cose, allo stesso orario. È uno dei nostri cinque pilastri.

 

Federica come ha affrontato tutto questo?

 Federica ha smesso di fumare, ha smesso di bere, ha trovato un suo equilibrio. Mi faceva molte domande e io mi limitavo a rispondere. Non potevo trasmettergli il mio credo, doveva trovarlo da sola. Adesso anche i miei bambini pregano prima di mangiare e si addormentano con il corano.

 

Nella tua casa c’è un piccolo Egitto...

 Grazie a mia moglie si. Lei mi sveglia, alle 5 del mattino, per dire la preghiera, LEI. Nessuno avrebbe fatto quello che lei fa per me, per questo, io farei di tutto per questa donna.

 

Se ti chiedessi cosa c’è in Italia che in Egitto non trovi?

Il ghiaccio.

Una mattina sono uscito di casa e ho trovato del ghiaccio sul vetro della macchina, ero scioccato, sono andato li e mentre dicevo che io quel ghiaccio lo avevo visto solo nel freezer, ho chiamato subito i miei in Egitto per raccontargli tutto. Mia moglie ancora mi prende in giro..

 

E la cosa più forte che hai incontrato in Italia? Hai una cosa in particolare che ti ha colpito e ti porti negli anni?

La prima volta che ho incontrato Massimo, il padre di mia moglie. Ricordo il suo abbraccio e le nostre lacrime.. Il nostro primo incontro. “Ciao papà!” …ero già parte della famiglia.


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