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TRA COLPI E SORRISI
 6' di lettura

  I viaggi, secondo me, sono tutti.. non solo quelli grandi con dieci ore di volo. Ricordo la prima volta che presi il treno, avevo 14 anni. Quello, per me, è stato il primo passo verso la scoperta.

  Viaggiare vuol dire uscire da un dinamica quotidiana, in qualsiasi modo, con qualsiasi mezzo.

  Vuol dire non avere comodità. Per carità.. non credo esista persona al mondo che rifiuti due, tre giorni in un resort cinque stelle, ma diciamo che quella non è la mia priorità. Tutto dipende dalle esigenze che uno ha. Posso dirti che la mia è staccare totalmente la testa da quello che faccio giornalmente, anche dagli affetti, da tutto.

  E' sentire il bisogno di un'emozione che può darti solo un posto nuovo, e non serve assolutamente andare dall'altra parte del mondo.

 

 Marco si presenta così. Ha 30 anni, la sua più grande passione, oltre al viaggio, è quella per le Harley Davidson. Una passione che l'ha accompagnato più di una volta durante i suoi viaggi, e che ha poi accantonato per prendere il suo primo intercontinentale verso l'Oriente. Ci racconta di come, nel suo piccolo, ha vissuto la loro guerra e di quei bambini fatti solo di sorrisi.

 

Così piccolo in treno da solo?

 Il treno è il mezzo più bello del mondo, e paradossalmente la cosa più malinconica che esista. Quel primo mini-viaggio, da solo, è uno dei ricordi più belli che ho.

 

Il tuo viaggio più strano invece?

 In realtà quasi tutti... si parte sempre con un'idea, poi se riesci ad immedesimarti nel viaggio viene fuori quello che non ti aspetti, ed è poi quello che rimane nel ricordo.

 Come l’Indocina, ho visto un mondo che non conoscevo. L'impatto è fortissimo, ti guardano come se non avessero mai visto un occidentale, o forse proprio così è.

 È anche strano farsi 4000 km in moto, la mia passione, arrivare a sera inoltrata e non sapere dove andare a dormire. Come è stato strano arrivare in Finlandia dopo aver attraversato nove nazioni in macchina, e devo dirti che mai mi sarei immaginato che la Polonia sarebbe stata una delle nazioni più belle che avessi mai visitato. E' stupenda.

  Il bello è partire per raggiungere un posto e invece ti innamori del passaggio... quante volte un semplice paesino che doveva essere di sosta è stato poi invece una quasi meta. Per questo ormai decido solo il giorno di partenza, senza fare programmi. Come il viaggiare zaino in spalla, adesso è quasi una moda, ma ha dell'incredibile. C'è libertà.

Parti, scopri, conosci, ricordi...

 

Parliamo di viaggi in solitaria...       

 Penso che viaggiare con la giusta compagnia ti arricchisce, ma anche andare soli è importante. Ognuno di noi ha quel bisogno che spesso si confonde con la paura di rimanere soli. 

 Purtroppo ne ho fatti solo due, in moto. L’idea era di varcare il confine dell’Austria ma il tempo non me l’ha permesso.

 Ho sempre avuto la fortuna di condividere i viaggi con persone a me molto care. Quando c'è affinità riesci a mantenere lo spirito libero e poter decidere per te stesso, quindi dividerti nel corso del viaggio se necessario. E' capitato pochissime volte poiché il gruppo, quasi sempre formato da poche persone, era sulla stessa onda... vivere il posto in pieno con interessi comuni. 

 

Perchè il Vietnam?

 E' una meta particolare, purtroppo è sempre stata una mia fissazione questa delle mete "strane", dico purtroppo perchè ciò mi ha precluso di vivere città che si possono vivere solo in un'età adeguata, come Ibiza o Mikonos.

  Sono sempre stato affascinato dall'oriente, adesso posso dirti che non lo potrai mai conoscere finché non lo vivi. Se non la vedi non la capisci l'Indocina.

 

Com'è stato il primo impatto?

 Terribile. Non ho mai visto una calca di motorini così in vita mia. Mi sembrava di essere in un altro mondo, fino a che poi scopri che quelle pietanze che mangiano in realtà sono buonissime, e l'ho scoperto proprio nella parte più bella del Vietnam, nel Delta del Mekong.

 

Il Delta del Mekong è una delle mete più ambite dai viaggiatori nel mondo. Cos'ha di particolare questo posto? 

 E' il punto dove un dei fiumi più importanti del mondo termina il suo lunghissimo viaggio per fociare nel mare.. è rinomato anche per la guerra che ci fu tra il 1955 e il 1975. Ci sono stati i più grandi bombardamenti li.

 Poco prima di arrivare trovi addirittura dei posti mantenuti o ricostruiti come nei tempi della guerra. Nella giungla, ti danno la possibiltà di rivivere quei momenti facendoti entrare in dei cunicoli sotterranei talmente stretti da togliere il respiro, è davvero emozionante. 

 Ricordo i primi suoni che ho sentito una volta uscito dal "buco"; degli spari. Inizialmente pensai alla pazzia dei Vietnamiti che riproducevano i colpi della guerra, solo che un cento metri più avanti trovai un chiosco con delle balle di fieno davanti. Li ti davano un Kalashnikov in mano e ti facevano sparare. 

Mi sono sentito Rambo!

 

 

Scusa, ma mettono un arma del genere in mano a chiunque, così?

  Fanno anche entrare 15 persone in fila sotto terra, come ti dicevo, sono matti!

 

E se capita un pazzo che inizia a sparare a caso alla gente?

  C'è comunque una persona vicino che ti controlla

 

Ah beh, mi sembra rassicurante... Qual è la cosa più bella che ricordi dell'Indocina?

 I bambini. Non piangono. In tutto il viaggio ne avrò sentito al massimo uno e sicuramente piangeva perchè stava male.

 Mi viene di paragonarli ai nostri bambini di 70 anni fa, giocano ancora con il pallone a piedi nudi. Sono piccoli ma hanno già la testa da grandi. I genitori riescono ad avere rispetto senza alzare ne voce ne mani.

 

 Secondo te, perchè oggi i loro bambini vivono come a te è sembrato vivessero i nostri 70 anni fa? Hai fatto un collegamento? Può derivare dal fatto che la generazione che educa è la generazione che ha finito la guerra, quindi i figli che nascono da generazioni che hanno appena finito la guerra solitamente sono bambini particolarmente sereni?

  Mi piace pensare che l'educazione che hanno quei bambini sia indipendente della guerra e che sarebbe stato così anche se non ci fosse stata. Anzi, forse meglio.

 

“Vivere senza l’amore è come vivere in un deserto, è come morire di fame, di sete, come soffrire mille volte di più.

È come piangere soli nel buio, come ignorare perché siamo nati, amare in fondo… vuol dire ragionare.”

 

                                                                      Sam. Soldato Vietnamita 


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